Assegni familiari, quando spettano ai lavoratori autonomi  

Scritto da il 26 agosto 2018

Assegni familiari per chi ha la partita IVA

(Fotogramma)

Pubblicato il: 27/08/2018 06:49

Gli assegni al nucleo familiare (ANF), ovvero quei contributi mensili che l’INPS riconosce ai lavoratori dipendenti per aiutarli nel sostegno della loro famiglia non sono riconosciuti agli autonomi. Solo in alcuni casi, infatti, ai titolari di partita IVA l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale riconosce un contributo economico mensile per il sostegno dei familiari a carico; nel dettaglio, sono solamente i coltivatori diretti (o anche coloni e mezzadri), i piccoli coltivatori diretti e i titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti compresi) ad avere diritto a quelli che effettivamente si definiscono come assegni familiari. Gli importi degli assegni familiari per i lavoratori autonomi, però, sono più bassi di quelli degli assegni al nucleo familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti: infatti, ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri spettano appena 8,18 euro mensili per ogni familiare a carico, mentre per i pensionati iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi si sale a 10,21 euro. Ai piccoli coltivatori diretti, invece, sono riconosciuti 1,21 euro per ogni genitore a carico o equiparati. Insomma, un piccolo aiuto economico che tra l’altro è riconosciuto solamente quando il nucleo familiare si trova al di sotto di una determinata soglia di reddito, variabile a seconda del numero dei componenti. Nel dettaglio, per una famiglia formata da due persone il reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione è di 19.222,07 euro. Si sale rispettivamente a 24.711,85 euro, 29.515,81 euro, 34.319,82 euro e 38.896,38 euro fino ad arrivare a 43.472,19 euro per i nuclei familiari composti da 7 o più persone.

Per averne diritto è necessario, inoltre, che il familiare per cui si richiede sia considerato a carico: ciò significa che questo non deve avere un reddito superiore a 707,54 euro (nel caso del coniuge, del genitore e di ciascun figlio) o di 1.238,19 euro (per due genitori o equiparati). Infine, nel caso dei figli e dei nipoti bisogna rispettare anche un requisito anagrafico, poiché gli assegni familiari spettano solo nel caso in cui questi abbiano meno di 18 anni. Si possono richiedere anche per i figli di età inferiore a 21 anni (ma solo se apprendisti o studenti) o di 26 anni (se studenti universitari non fuori corso). Non è richiesto alcun requisito anagrafico, invece, per figli e nipoti a carico che risultano inabili al lavoro.


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