Commissione europea: “Cambio tra ora legale e solare va abolito” 

Scritto da il 30 agosto 2018

Commissione europea: Cambio tra ora legale e solare va abolito

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/08/2018 11:34

La Commissione Europea, riunita in seminario a Genval, a sudovest di Bruxelles, “ha avuto una discussione politica” sul tema del regime orario nell’Ue, che dal 1996 prevede il passaggio dall’ora solare a quella legale l’ultima domenica di marzo e il passaggio inverso nell’ultima domenica di ottobre, e ha deciso di “sottoporre al Consiglio e al Parlamento Europeo una proposta che mira a cambiare gli attuali accordi sul cambiamento dell’ora. Una proposta verrà presentata a tempo debito”. Lo ha detto il viceportavoce capo della Commissione Europea Alexander Winterstein, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. La competenza sulla decisione di quale fuso orario adottare è puramente nazionale: è oggi dei singoli Stati (tanto è vero che la Spagna adotta un fuso orario sfasato rispetto alla sua longitudine, in piena autonomia) e resterà dei singoli Stati anche domani. “E’ sempre stata e rimane una decisione sovrana che ricade nella competenza di ciascun Stato membro”, ha ricordato Winterstein. Il regime attualmente in vigore, con una direttiva Ue, mira solo a effettuare il cambio di orario in maniera coordinata tra i vari Paesi, per armonizzare la transizione dall’ora legale a quella solare e viceversa, minimizzando i contrattempi e gli intralci che comporta un cambiamento di orari non coordinato tra i singoli Stati, specie per il settore dei trasporti e per quello della logistica.

IL SONDAGGIO – “La gente vuole farlo, quindi lo faremo“, ha detto il presidente Jean-Claude Juncker in un’intervista al canale televisivo tedesco Zdf. In un sondaggio online condotto fra luglio e agosto, la maggior parte dei 4,6 milioni di partecipanti si sono detti favorevoli ad eliminare la convenzione. La misura dovrà essere approvata successivamente dal Parlamento europeo e dai capi di Stato e di governo. Dal comunicato diffuso dalla Commissione Europea emerge che solo lo 0,04% della popolazione italiana ha partecipato alla consultazione on line lanciata sull’ora legale, che ha portato alla decisione politica, annunciata oggi, di proporre ai colegislatori, Parlamento Europeo e Consiglio, di abolire l’obbligo di passare dall’ora solare a quella legale in primavera e da quella legale a quella solare in autunno. Per contro, hanno preso parte alla consultazione on line ben il 3,79% della popolazione tedesca e il 2,94% di quella austriaca.

Alla consultazione hanno risposto circa 4,6 milioni di europei di tutti gli Stati membri, ma il tasso di partecipazione varia molto da Paese a Paese: solo i rumeni hanno dimostrato un interesse limitato come quello dei cittadini italiani all’argomento, eccezion fatta per i britannici, ormai sull’uscio dell’Ue (ha partecipato solo lo 0,2% della popolazione del Regno). Alla scarsa partecipazione nel nostro Paese ha contribuito probabilmente anche il periodo scelto per la consultazione, dal 4 luglio al 16 agosto, che coincide con le vacanze estive. L’84% dei partecipanti al sondaggio si è detto favorevole ad abolire il cambiamento di orario, che avviene due volte all’anno.

Il tema del cambiamento dell’ora è più sentito, in linea generale, nei Paesi nordici, poiché il passaggio da un regime all’altro ha un vantaggio limitato a mano a mano che ci si sposta verso nord, dato che le giornate estive a settentrione sono di per sé lunghe, quindi i vantaggi percepiti di passare all’ora legale, che allunga il lasso temporale di illuminazione nelle ore della giornata in cui la popolazione è più attiva, sono via via minori. Dopo la Germania e l’Austria, che è un Paese di lingua tedesca ma non molto settentrionale, hanno partecipato in modo cospicuo il Lussemburgo (1,78%), la Finlandia (0,96%) e l’Estonia (0,94%). Tuttavia anche la meridionale Cipro mostra un tasso di partecipazione di tutto rispetto (0,88% della popolazione).

SALVINI ALL’ATTACCO – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta così sui social la proposta di Juncker: ”La Commissione europea lavora tanto per eliminare l’ora legale, ma se ne frega di lavorare per ottenere finalmente un’immigrazione legale. Non ho parole, gli Italiani pagano miliardi per cambiare lancette agli orologi…”.


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