Diciotti, in 50 pagine l’atto di accusa a Salvini  

Scritto da il 30 agosto 2018

Diciotti, in 50 pagine l'atto di accusa a Salvini

(Afp)

Pubblicato il: 31/08/2018 11:06

Sono contenute in circa 50 pagine di relazione le accuse al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e al suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi, indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla nave Diciotti per sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. Alla relazione il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio ha anche allegato una memoria. Il fascicolo, come apprende l’Adnkronos, è stato inviato questa mattina da Agrigento a Palermo. A questo punto, il Procuratore capo Francesco Lo Voi ha quindici giorni di tempo per trasferire gli atti al Tribunale dei ministri .

Il ministro dell’Interno, sui social, commenta così la notizia della trasmissione degli atti: “50 pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati (sequestro di persona!), 30 anni di carcere come pena massima. Voi pensate che io abbia paura e mi fermi? Mai“. “So che in Italia ci sono tanti giudici liberi, onesti e imparziali, per me ‘prima gli Italiani’ significa difendere sicurezza e confini, anche mettendosi in gioco personalmente. Di politici ladri, incapaci e codardi l’Italia ne ha avuti abbastanza. Contate su di me, io conto su di voi”, conclude. Fonti del Viminale precisano in merito all’inchiesta che “non è ancora arrivata alcuna notifica ufficiale”. “Gli interessati – si chiarisce – stanno apprendendo le presunte accuse a proprio carico solo attraverso la stampa”.

Sarà il Tribunale dei ministri a valutare, entro 90 giorni, se ascoltare Salvini e Piantedosi o fare ulteriori accertamenti. Il Tribunale è la sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni. Il Presidente è Fabio Pilato, 52 anni, che fino a poco tempo fa aveva ricoperto la carica di giudice tutelare proprio presso il Tribunale di Palermo. Qui è stato tra gli ideatori del protocollo d’intesa siglato insieme con l’amministrazione comunale di Palermo per garantire l’accompagnamento ai minori sbarcati da soli sulle coste siciliane. Prima ancora si è anche occupato di rifugiati e riconoscimento di status e protezione sussidiaria.

L’altro giudice è Filippo Serio che proviene dal Tribunale del Riesame. Nel 2011 il suo nome è finito in una lista nera di “amici degli immigrati” pubblicata su un sito neonazista (Stormfront). Il suo nome finì su quella lista perché aveva annullato la misura cautelare per un migrante perché l’ordinanza non era stata tradotta in lingua inglese. Inoltre il giudice è stato anche in prima linea nelle inchieste sulle spese pazze dell’Assemblea regionale siciliana. Infine c’è Giuseppe Sidoti che ha una esperienza di magistrato fallimentare.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background