Sicurezza, la ricetta di Salvini  

Scritto da il 1 settembre 2018

Sicurezza, la ricetta di Salvini

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 02/09/2018 08:19

Taser per gli agenti delle forze dell’ordine ma anche una stretta sulle occupazioni abusive. Sono queste le novità annunciate dal Viminale. In un post su Facebook il ministero dell’Interno Matteo Salvini ha fatto sapere che “dal 5 settembre in 12 città italiane, da Milano fino a Catania, inizierà la sperimentazione del taser, la pistola elettrica non letale che aiuterà migliaia di agenti a fare meglio il loro lavoro”. “Per troppo tempo le nostre Forze dell’Ordine sono state abbandonate, è nostro dovere garantire loro i migliori strumenti per poter DIFENDERE in modo adeguato il popolo italiano”, aggiunge il leader della Lega concludendo: “Orgoglioso del lavoro quotidiano delle forze di Polizia e Carabinieri!”.

Il decreto per dare via alla sperimentazione alla pistola elettrica è stato firmato i primi dello scorso luglio. Sperimentazione che sarà affidata alla polizia di stato, all’arma dei carabinieri e alla guardia di finanza. “Il taser è un’arma di dissuasione non letale e il suo utilizzo è un importante deterrente, soprattutto, per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni borderline – aveva commentato Salvini – laddove una misura di deterrenza può risultare più efficace e soprattutto può ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti. Credo che la pistola elettrica sia un valido supporto, come dimostra l’esperienza di molti paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera”. Il taser, oltre agli Stati Uniti, è infatti in dotazione alle forze di polizia di circa 107 paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.

Ma non è tutto. Con una circolare inviata ai prefetti, ai commissari per le province autonome di Trento e Bolzano e al presidente della Regione Valle D’aosta, è invece arrivato il giro di vite del Viminale contro le occupazioni abusive di immobili che devono essere sgomberati con la “dovuta tempestività”, per evitare il consolidarsi di situazioni di illegalità che possano pregiudicare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici. E’ necessario, si legge nella nota, “attendere agli sgomberi con la dovuta tempestività, rinviando alla fase successiva ogni valutazione in merito alla tutela delle altre istanze, nella consapevolezza che il consolidamento di situazioni d’illegalità possa recare un grave pregiudizio ad alcuni dei principali valori di riferimento nel nostro ordinamento” .

“L’occupazione degli immobili costituisce da tempo una delle principali problematiche che affliggono i grandi centri urbani del Paese“, è la premessa della circolare che ricorda il decreto legge in materia del 2017, rilevando come “nonostante gli sforzi profusi da tutte le componenti del sistema, alla luce delle evidenze emerse, la gestione del tema dell’occupazione arbitraria degli immobili non ha compiuto significativi passi avanti, se non rispetto alle misure di natura preventiva rivolte ad evitare nuove occupazioni”.

La circolare del Viminale è molto chiara anche sui controlli delle condizioni sociali ed economiche degli occupanti abusivi di immobili, anche attraverso “ogni possibile censimento degli occupanti, che deve essere condotto, nelle forme ritenute più adeguate”. “Il censimento – spiega il Viminale – dovrà essere finalizzato alla possibile identificazione degli occupanti e della composizione dei nuclei familiari, con particolare riguardo alla presenza all’interno degli stessi di minori o altre persone in condizioni di fragilità, oltre alla verifica della situazione reddituale e della condizione di regolarità di accesso e permanenza sul territorio nazionale”.

Per il ministero “non possono essere sottovalutate le difficoltà che gli operatori sociali potranno incontrare nell’esecuzione dei suddetti accertamenti. Pur tuttavia tali operazioni devono essere condotte con la massima rapidità, sfruttando, ove possibile, le risultanze dei registri di anagrafe, o anche dei dati in possesso di altre pubbliche amministrazioni, nonché degli stessi Servizi sociali per quegli occupanti che già beneficiano di eventuali prestazioni assistenziali” ma “in ogni caso, potrà essere verificata la situazione reddituale dei diretti interessati e della loro rete parentale”.

Per il Viminale “soltanto qualora all’esito dei suddetti accertamenti si abbia fondato motivo di ritenere che i soggetti in situazione di fragilità interessati dall’esecuzione dello sgombero sarebbero privi della possibilità di soddisfare, autonomamente o attraverso il sostegno dei loro parenti, le prioritarie esigenze conseguenti alla loro condizione, i Servizi sociali dei Comuni dovranno attivare gli specifici interventi”, che – sottolinea il ministero dell’Interno – qualora “siano ritenuti sufficienti ed adeguati dai competenti uffici comunali, sulla base di una ponderata valutazione, avuto riguardo anche alle possibilità in concreto dell’Ente, non potranno essere considerati negoziabili”. “Per tutti gli altri occupanti che non si trovano in situazioni di fragilità, invece, potrà essere ritenuta sufficiente l’assunzione di forme più generali di assistenza, da rendersi nell’immediatezza dell’evento. Ad esempio, potranno essere individuate strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione da parte loro di soluzioni alloggiative alternative”, aggiungono nelle direttive ai prefetti dal ministero guidato da Matteo Salvini.


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