Costruzioni: Panzarella (Feneal) a governo, serve terapia d’urto per settore  

Scritto da il 4 settembre 2018

Panzarella (Feneal) a governo: Serve terapia d'urto per settore delle costruzioni

Vito Panzarella, segretario generale FenealUil

Pubblicato il: 05/09/2018 12:30

Una vera terapia d’urto in favore del settore delle costruzioni. E’ quanto chiede al governo Vito Panzarella, segretario generale della Feneal Uil, il sindacato di categoria dei lavoratori delle costruzioni, intervistato da Labitalia. “Siamo consapevoli -spiega Panzarella- che stiamo vivendo una stagione delicata per l’Italia e per la stessa Europa, per molti aspetti inedita. L’attuale esecutivo è entrato nella fase cruciale in cui dai proclami occorre passare ai fatti, con provvedimenti specifici, concreti e tangibili”.

“In questo contesto, il settore delle costruzioni -rimarca Panzarella- ancora non riesce a mettersi alle spalle le difficoltà di dieci anni di profonda crisi. Se a livello politico si fosse creduto veramente in questo comparto, l’economia italiana avrebbe potuto crescere allo stesso livello degli altri principali Paesi europei riportando l’Italia ai livelli pre-crisi. Al contrario, resta pesante l’eredità lasciata fatta di un complessivo calo di circa 600mila occupati”.

Un settore, quello delle costruzioni, trascurato negli ultimi anni, attacca Panzarella. “Malgrado le nostre tante sollecitazioni e iniziative, le scelte politiche di questi anni -sottolinea il dirigente sindacale- hanno costantemente trascurato le potenzialità economiche e sociali del comparto. Mentre per l’economia italiana si va consolidando una pur timida ripresa, si evidenzia un quadro assolutamente allarmante del comparto delle costruzioni, con un continuo calo occupazionale”.

Per il leader della Feneal, “serve una politica industriale per il settore con risorse vere e immediate che punti alla messa in sicurezza del territorio e alla riqualificazione urbana”. “Se pensiamo che il 65% delle reti stradali e autostradali risalgono agli anni ’60 e ’70 – ricorda – e solo il 10 % è stato sviluppato negli ultimi 25 anni, si comprende come su questo fronte è fondamentale attivare da subito un piano straordinario di manutenzione e potenziamento dell’infrastrutture del Paese”.

Chiare le richieste al governo degli edili della Uil. “Bisogna rilanciare immediatamente -sottolinea Panzarella- gli investimenti infrastrutturali, sfruttando le risorse messe già a bilancio, pari a 140 miliardi di euro per i prossimi 15 anni, che ad oggi faticano a tramutarsi in cantieri. Ci vogliono regole certe, trasparenza e legalità negli appalti, ma è indispensabile velocizzare i tempi delle procedure per avviare le opere indispensabili al Paese”. “Parallelamente, è necessario rilanciare il settore privato -continua- attraverso incentivi nell’ambito dell’efficentamento energetico, della rigenerazione urbana e dell’adeguamento sismico e della salvaguardia del nostro patrimonio artistico che è ormai priorità per il Paese, anche alla luce dei tragici eventi degli ultimi anni”.

“Ci auguriamo che il governo, alla vigilia dell’approvazione del Def, dia assoluta priorità -rimarca- al settore delle costruzioni che da sempre è volano per la crescita di tutta l’economia, immaginando contestualmente misure fiscali e contributive che sgravino lavoratori e imprese senza sacrificare il sistema dei bonus edilizi che hanno contribuito a tenere a galla il settore e che costituiscono l’unica vera prospettiva per il suo rilancio”.

Per Panzarella, “la rinascita del Paese passa anche attraverso il riconoscimento e la valorizzazione da parte del governo dei tanti lavoratori e delle tante imprese impegnati ogni giorno nel settore delle costruzioni”. “A nostro avviso, è auspicabile – sostiene – riprendere le positive esperienze del passato che hanno visto unite rappresentanze dei lavoratori e delle imprese negli ‘Stati generali dell’edilizia’, quale luogo di confronto e proposta e quale sede utile per elaborare le necessarie iniziative comuni per lo sviluppo del settore”.

Ma sviluppo, per Panzarella, deve andare di pari passo con la sicurezza sul lavoro: “Un settore fatto di qualità e qualificazione, dove oltre all’eccellenza nelle tecniche di costruzione sia strutturato il riconoscimento del valore e della qualità del lavoro”. “Per noi, qualità significa anche -rimarca- sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre senza indugi contrastare la lunga striscia di tragedie personali e familiari. Odiose e intollerabili in quanto prevedibili. È evidente che questa battaglia va combattuta insieme a imprese e istituzioni all’interno di un’idea complessiva di rilancio del settore”.

E infine il richiamo alle aziende. “Al sistema delle imprese -conclude- chiediamo maggiore coraggio e innovazione, abbandonando la logica degli espedienti per abbattere il costo del lavoro ricorrendo a forme di precarizzazione del rapporto di lavoro. Al governo chiediamo una vera terapia d’urto in favore del settore”.


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Panzarella (Feneal) a governo: Serve terapia d'urto per settore delle costruzioni

Vito Panzarella, segretario generale FenealUil

Pubblicato il: 05/09/2018 12:30

Una vera terapia d’urto in favore del settore delle costruzioni. E’ quanto chiede al governo Vito Panzarella, segretario generale della Feneal Uil, il sindacato di categoria dei lavoratori delle costruzioni, intervistato da Labitalia. “Siamo consapevoli -spiega Panzarella- che stiamo vivendo una stagione delicata per l’Italia e per la stessa Europa, per molti aspetti inedita. L’attuale esecutivo è entrato nella fase cruciale in cui dai proclami occorre passare ai fatti, con provvedimenti specifici, concreti e tangibili”.

“In questo contesto, il settore delle costruzioni -rimarca Panzarella- ancora non riesce a mettersi alle spalle le difficoltà di dieci anni di profonda crisi. Se a livello politico si fosse creduto veramente in questo comparto, l’economia italiana avrebbe potuto crescere allo stesso livello degli altri principali Paesi europei riportando l’Italia ai livelli pre-crisi. Al contrario, resta pesante l’eredità lasciata fatta di un complessivo calo di circa 600mila occupati”.

Un settore, quello delle costruzioni, trascurato negli ultimi anni, attacca Panzarella. “Malgrado le nostre tante sollecitazioni e iniziative, le scelte politiche di questi anni -sottolinea il dirigente sindacale- hanno costantemente trascurato le potenzialità economiche e sociali del comparto. Mentre per l’economia italiana si va consolidando una pur timida ripresa, si evidenzia un quadro assolutamente allarmante del comparto delle costruzioni, con un continuo calo occupazionale”.

Per il leader della Feneal, “serve una politica industriale per il settore con risorse vere e immediate che punti alla messa in sicurezza del territorio e alla riqualificazione urbana”. “Se pensiamo che il 65% delle reti stradali e autostradali risalgono agli anni ’60 e ’70 – ricorda – e solo il 10 % è stato sviluppato negli ultimi 25 anni, si comprende come su questo fronte è fondamentale attivare da subito un piano straordinario di manutenzione e potenziamento dell’infrastrutture del Paese”.

Chiare le richieste al governo degli edili della Uil. “Bisogna rilanciare immediatamente -sottolinea Panzarella- gli investimenti infrastrutturali, sfruttando le risorse messe già a bilancio, pari a 140 miliardi di euro per i prossimi 15 anni, che ad oggi faticano a tramutarsi in cantieri. Ci vogliono regole certe, trasparenza e legalità negli appalti, ma è indispensabile velocizzare i tempi delle procedure per avviare le opere indispensabili al Paese”. “Parallelamente, è necessario rilanciare il settore privato -continua- attraverso incentivi nell’ambito dell’efficentamento energetico, della rigenerazione urbana e dell’adeguamento sismico e della salvaguardia del nostro patrimonio artistico che è ormai priorità per il Paese, anche alla luce dei tragici eventi degli ultimi anni”.

“Ci auguriamo che il governo, alla vigilia dell’approvazione del Def, dia assoluta priorità -rimarca- al settore delle costruzioni che da sempre è volano per la crescita di tutta l’economia, immaginando contestualmente misure fiscali e contributive che sgravino lavoratori e imprese senza sacrificare il sistema dei bonus edilizi che hanno contribuito a tenere a galla il settore e che costituiscono l’unica vera prospettiva per il suo rilancio”.

Per Panzarella, “la rinascita del Paese passa anche attraverso il riconoscimento e la valorizzazione da parte del governo dei tanti lavoratori e delle tante imprese impegnati ogni giorno nel settore delle costruzioni”. “A nostro avviso, è auspicabile – sostiene – riprendere le positive esperienze del passato che hanno visto unite rappresentanze dei lavoratori e delle imprese negli ‘Stati generali dell’edilizia’, quale luogo di confronto e proposta e quale sede utile per elaborare le necessarie iniziative comuni per lo sviluppo del settore”.

Ma sviluppo, per Panzarella, deve andare di pari passo con la sicurezza sul lavoro: “Un settore fatto di qualità e qualificazione, dove oltre all’eccellenza nelle tecniche di costruzione sia strutturato il riconoscimento del valore e della qualità del lavoro”. “Per noi, qualità significa anche -rimarca- sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre senza indugi contrastare la lunga striscia di tragedie personali e familiari. Odiose e intollerabili in quanto prevedibili. È evidente che questa battaglia va combattuta insieme a imprese e istituzioni all’interno di un’idea complessiva di rilancio del settore”.

E infine il richiamo alle aziende. “Al sistema delle imprese -conclude- chiediamo maggiore coraggio e innovazione, abbandonando la logica degli espedienti per abbattere il costo del lavoro ricorrendo a forme di precarizzazione del rapporto di lavoro. Al governo chiediamo una vera terapia d’urto in favore del settore”.


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