Ilva, firmato l’accordo  

Scritto da il 5 settembre 2018

Ilva, i nodi da sciogliere

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 06/09/2018 08:09

Notte di lavoro serrato al Mise tra sindacati, Mittal e governo per la cessione dell’Ilva. Una ‘non stop’ che vede ancora forti distanze tra le parti che però tenteranno il rush finale in giornata. L’incontro sarà sospeso in attesa delle ultime verifiche e probabilmente riaggiornato alle 13, sempre al Mise.

I NODI DA SCIOGLIERE – Al momento è in corso una nuova verifica dei testi ma sul tavolo dell’Ilva ci sono ancora i nodi dell’occupazione, del salario e del rilancio industriale del gruppo. Dopo la proposta di Mittal della serata di ieri, infatti, di portare a 10.300 gli assunti nella nuova Ilva al 2021, Fim Fiom Uilm e Usb hanno cercato di ampliare la platea. Si è lavorato, a quanto riferiscono i sindacati, per cercare di arrivare ad un organico di 10.700-10.800 unità entro il 2022 includendo nel perimetro gli elettrici, i chimici e i marittimi di affiliate prima esclusi. Quanto al contratto integrativo i sindacati hanno chiesto che Mittal preveda sul Pdr 2019 e 2020 un ‘una tantum’ che possa tradursi in un aumento salariale del 4%.

LE REAZIONI DEI SINDACATI – Nonostante il piano assunzioni proposto da Mittal i sindacati restano sul piede di guerra. “Allo stato attuale siamo lontanissimi da un accordo“, ha commentato ieri sera il segretario generale della Fiom, Francesca Re David, a margine dell’incontro al Mise. “Mittal non ha mai cambiato posizione, è ferma al piano industriale e al piano occupazionale di inizio gara. Non ha cambiato nulla“, prosegue accusando la multinazionale dell’acciaio di non aver mai messo nero su bianco il numero di lavoratori che saranno occupati al 2021. Sulla stessa linea il leader della Fim – Cisl, Marco Bentivogli. “Andiamo avanti nella trattativa ma le distanze sono ancora importanti“, ha sostenuto Bentivogli, sottolineando, tra le altre cose, “la necessità che il governo confermi i 250 milioni di euro previsti dall’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda per gli incentivi volontari all’esodo, preveda per i neo assunti lo stesso regime salariale dei lavoratori anziani e confermi i trattamenti economici e normativi pre-esistenti”.

“Ci hanno proposto un documento che non va bene perché riproduce fedelmente quello che ci hanno detto in questi mesi”, ha invece sottolineato il leader Uilm Rocco Palombella, spiegando che “il clima non è positivo ma nessuno abbandona il tavolo e andremo avanti per tutto il tempo necessario“. Secondo Francesco Rizzo dell’Usb di Taranto e Sergio Bellavita dell’Usb Nazionale “Arcelor Mittal si è presentata alla ripresa della trattativa su Ilva, al ministero del Lavoro, senza alcuna differenza sostanziale dalle posizioni intransigenti che non hanno consentito di raggiungere un accordo nei mesi scorsi”. Con queste posizioni “non c’è pertanto alcuna condizione per concludere un accordo”, ha sottolineato l’Unione Sindacale di Base, ribadendo la propria linea: “In assenza di novità immediate e sostanziali, procedere con l’annullamento della gara e portare Ilva sotto il controllo pubblico“.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Continua a leggere

Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background