Ecco come funziona il riconoscimento facciale  

Scritto da il 6 settembre 2018

Si chiama Sari, “Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini”, il nuovo software della Polizia di Stato che oggi ha permesso alla Squadra Mobile di Brescia di arrestare due georgiani per un furto in un appartamento commesso lo scorso 17 luglio. Il nuovo sistema, un efficace strumento di supporto alle attività investigative di contrasto al crimine, permette di confrontare le immagini dei colpevoli di reati con i volti dei milioni di soggetti schedati. Il Sari Enterprise, infatti, consente di effettuare ricerche nella banca dati A.F.I.S. attraverso l’inserimento di un’immagine fotografica di un soggetto ignoto che, elaborata da due algoritmi di riconoscimento facciale, fornisce un elenco di immagini ordinato secondo un grado di similarità. Nell’ipotesi di match, al fine di integrare l’utilità investigativa del risultato con un accertamento tecnico a valenza dibattimentale, è comunque necessaria una comparazione fisionomica effettuata da personale specializzato di Polizia Scientifica.


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