Papa: “Lavoro e genio creativo per un nuovo ordine economico” 

Scritto da il 6 settembre 2018

Papa: Lavoro e genio creativo per un nuovo ordine economico

(AFP PHOTO)

Pubblicato il: 07/09/2018 10:48

“Dietro ogni attività c’è una persona umana”, “non esiste attività che non abbia origine dall’uomo. L’attuale centralità dell’attività finanziaria rispetto all’economia reale non è casuale: dietro a ciò c’è la scelta di qualcuno che pensa, sbagliando, che i soldi si fanno con i soldi. I soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro”. Così papa Francesco in un’intervista al ‘Sole 24 Ore’. Il Santo Padre parla di lavoro “che conferisce la dignità all’uomo, non il denaro. La disoccupazione che interessa diversi Paesi europei è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro”.

Bergoglio indica il lavoro e il genio creativo come le basi per un nuovo ordine economico, una sana economia che “non è mai slegata dal significato di ciò che si produce e l’agire economico è sempre un fatto etico”, ispirata a valori di umanità per vincere la cultura del rifiuto. “Chi viene escluso non è sfruttato ma completamente rifiutato, cioè considerato spazzatura, avanzo, quindi spinto fuori dalla società. Non possiamo ignorare che un’economia così strutturata uccide perché mette al centro e obbedisce solo al denaro”.

Cosa fa bene all’azienda? “Agire bene rispettando la dignità delle persone – osserva il Papa – e perseguendo il bene comune fa bene all’azienda. C’è sempre una correlazione tra azione dell’uomo e impresa, azione dell’uomo e futuro di un’impresa”.

MIGRANTI – Poi il tema dell’immigrazione. “I migranti rappresentano oggi una grande sfida per tutti” dice papa Francesco. “I poveri che si muovono fanno paura specialmente ai popoli che vivono nel benessere. Eppure – osserva – non esiste futuro pacifico per l’umanità se non nell’accoglienza della diversità, nella solidarietà, nel pensare all’umanità come una sola famiglia”.

“E’ la speranza – spiega – la spinta nel cuore di chi parte lasciando la casa, la terra, a volte familiari e parenti, per cercare una vita migliore, più degna per sé e per i propri cari”. Speranza che, riflette, “non è virtù per gente con lo stomaco pieno e per questo i poveri sono i primi portatori della speranza e sono i protagonisti della storia”.

Come si può realizzare un percorso di integrazione in grado di superare paure e inquietudini, che sono reali? “E’ necessario – riflette papa Francesco – che i migranti siano rispettosi della cultura e delle leggi del Paese che li accoglie per mettere così in campo congiuntamente un percorso di integrazione e per superare tutte le paure e le inquietudini. Affido queste responsabilità anche alla prudenza dei governi, affinché trovino modalità condivise per dare accoglienza dignitosa a tanti fratelli e sorelle che invocano aiuto”.


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