Salvini indagato per sequestro di persona aggravato  

Scritto da il 6 settembre 2018

Salvini indagato per sequestro di persona aggravato

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 07/09/2018 18:40

Matteo Salvini, in diretta Facebook dal suo studio al Viminale, apre la busta gialla della procura di Palermo con cui il Procuratore Capo Francesco Lo Voi lo informa di aver aperto un fascicolo per la vicenda dei migranti a cui, per diversi giorni, non è stato permesso di sbarcare dalla nave ‘Diciotti‘. Scravattato, giacca blu e camicia bianca con spilletta della Lega con Alberto da Giussano in bella vista sul bavero della giacca, il vicepremier e ministro dell’Interno legge l’avviso di garanzia in video. “Per me è un’esperienza nuova e ci tengo a condividerla” dice. “Vado a memoria – aggiunge – ma dovrebbe essere il famoso sequestro di persona, aggravato dal fatto che io sono ministro, aggravato dal fatto che a bordo ci fossero dei minori e per aver continuato per più giorni il reato”. “Sono 15 anni di carcere come pena massima a cui occorre, eventualmente aggiungere le aggravanti” calcola ma non si perde d’animo, anzi. “Ora Boldrini, Renzi, Gad Lerner, Saviano… la Mannoia staranno festeggiando – dice -. ‘Finalmente, diranno, lo hanno preso questo assassino’. Tuttavia penso che la maggior parte degli italiani abbia invece qualche perplessità, perché siamo davanti alla certificazione che un organo dello Stato indaga su un altro organo dello Stato. Con la piccolissima differenza che io pieno di limiti e difetti, sono stato eletto dai cittadini; altri non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno”.

“Mi avete chiesto voi – con il vostro voto – di controllare i confini, i porti, di evitare gli sbarchi, limitare le partenze e espellere i clandestini. Me lo avete chiesto voi – ha dichiarato ancora il ministro dell’Interno in diretta Fb – e per questo vi ritengo miei amici, miei sostenitori e miei complici. Io, comunque, non sono preoccupato, non sono terrorizzato. Ho zero tempo da passare con gli avvocato per questa vicenda e per quella di Genova. Io sono pagato per garantire la sicurezza dei cittadini, questo continuerò a fare, senza farmi togliere il sonno. Questo – ha concluso affiggendo la comunicazione della Procura – lo attacco qui sul muro, l’appendo come una medaglietta… Vado avanti” sottolinea. “Sono pronto a venire a piedi a Palermo anche domani a spiegare cosa ho fatto, perché l’ho fatto e perché lo rifarei…” assicura, ringraziando i “magistrati”, “il procuratore di Genova” perché “mi date solo più forza”. Da quanto si apprende da fonti del Viminale Salvini intende avvalersi della difesa dell’Avvocatura dello Stato.

Per quanto riguarda la decisione del Tribunale del riesame di Genova, che ha confermato il sequestro di 49 milioni di fondi della Lega, ha detto: “C’è una sentenza in cui mi sequestrano soldi che non ci sono per fatti avvenuti molti anni fa… Mi viene il dubbio e il sospetto che ci sia qualcuno che voglia fermare me, la Lega e chi vuole il cambiamento… Non ci fermeranno”.

IL REATO CONTESTATO – La Procura di Palermo ha trasmesso gli atti al Tribunale dei ministri chiedendo ai giudici di svolgere le indagini preliminari nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, modificando però i reati contestati. Il vicepremier è stato iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona aggravato. La Procura di Agrigento aveva contestato a Salvini e al capo di Gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi i reati di sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. L’unico reato contestato rimane invece il sequestro di persona aggravato, mentre Piantedosi non risulta indagato. Il Tribunale dei ministri deciderà entro i prossimi 90 giorni le indagini da svolgere.

ANM, DICHIARAZIONI SALVINI STRAVOLGONO COSTITUZIONE – L’Associazione nazionale magistrati in una nota definisce “le dichiarazioni di oggi del ministro dell’Interno” “un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali”. Per l’Anm, “è completamente errato, al di là di ogni valutazione di merito che non spetta all’Anm, sostenere che i magistrati non possono svolgere indagini nei confronti di chi è stato eletto. Così come appare fuori luogo sostenere che taluni magistrati svolgono le proprie indagini anche sulla base di orientamenti politici”. In questa vicenda, come in ogni altra, “la magistratura tutta agisce sulla base delle prerogative conferite dalla Costituzione e dalle leggi, prerogative che tutti, anche i membri del Governo, devono tutelare e rispettare”. Nella nota, la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati ribadisce che “l’autonomia della magistratura e l’imparzialità di ogni singolo magistrato sono un patrimonio indefettibile della nostra democrazia e dello Stato di diritto, principi sui quali non possono e non devono esserci flessioni o arretramenti, ed in questo senso ci impegneremo e reagiremo ad ogni attacco, perché i primi a pagarne un prezzo altissimo sarebbero i cittadini”. L’Anm auspica che “tutti, soprattutto coloro che svolgono incarichi istituzionali, abbiano la stessa sensibilità e rispettino il lavoro della magistratura, senza tentare di delegittimarla”.


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