Una casa ‘green’ nel campus di Humanitas University  

Scritto da il 6 settembre 2018

Una casa 'green' nel campus di Humanitas University

Uno degli ambienti della nuova Mario Luzzatto Student House

Pubblicato il: 07/09/2018 19:15

“Vivere a 3 minuti a piedi dall’università è imbattibile”. Li ha cronometrati Subhasree Bswasi, 22 anni. Nata a Calcutta in India, è una studentessa dell’Humanitas University al quarto anno di Medicina. Ha appena disfatto le valigie: per lei è la seconda notte nella Mario Luzzatto Student House, la nuova residenza universitaria che apre le porte a Pieve Emanuele, comune di quasi 16 mila anime nell’area metropolitana di Milano. Una casa ‘green’ immersa nel campus dell’ateneo dedicato alle Scienze della vita, voluto dall’imprenditore Gianfelice Rocca. Piccola ‘Babele’, in cui risuonano le lingue di tutto il mondo.

Subhasree è stata la prima a traslocare, ma in tutto gli universitari che hanno già opzionato uno dei 240 posti letto disponibili, in alloggi con camere singole o doppie, sono 50: 35 ‘matricole’ fra i ragazzi stranieri che hanno sostenuto il test di Medicina ad aprile e si sono già aggiudicati uno dei 50 posti riservati a giovani provenienti da Paesi extra europei, e 15 studenti già iscritti agli anni successivi. La residenza è gestita da Camplus, primo provider di housing per studenti universitari in Italia che gestisce circa 7 mila posti letto in tutto il Paese. L’investimento globale dell’ateneo, dal terreno su cui è stata costruita agli arredi che oggi la completano, è stato di 17 milioni di euro.

Per quest’anno ci si attende circa un centinaio di nuovi inquilini. Molti saranno studenti dei primi due anni, è la previsione dei vertici della Student House presentata oggi alla stampa durante un incontro. Soprattutto matricole, se si pensa che sono state 600 le ‘manifestazioni d’interesse’ raccolte fra i 1.500 partecipanti ai test d’ingresso che si sono tenuti oggi per assegnare 100 posti a disposizione nel Corso di laurea internazionale in Medicina e Chirurgia di Humanitas University. “Contiamo di andare a regime, con circa 200 posti letto occupati, già nel secondo anno di apertura”, fanno sapere i gestori. L’idea è di tenere una ventina di camere a uso foresteria, per ospitare ad esempio ricercatori o visiting professor che si fermano per periodi brevi. La spesa annua per vivere ‘a un passo dall’aula’ va dai 6 ai 9 mila euro, a seconda della sistemazione scelta. Tutto incluso. Il che significa non solo le utenze, ma anche la pulizia dell’alloggio e il cambio lenzuola una volta a settimana. E in più tutto il pacchetto di servizi che è stato pensato per i ragazzi.

UNA VITA ‘CASA E ATENEO’ – L’ateneo e Camplus hanno previsto tutor che affiancano e sostengono nello studio, attività ricreative e culturali, percorsi di formazione ed eventi per supportare gli universitari durante il percorso. Si va dai corsi di lingua ad altre proposte tagliate a misura delle esigenze espresse dagli studenti. “L’idea è quella di offrire un’accoglienza integrata e completa per seguire ragazzi che affrontano un percorso impegnativo e sono magari alla loro prima esperienza di vita lontani da casa”, spiega Giorgio Ferrari, consigliere delegato di Humanitas University. Gli edifici – di 5 piani – che ospitano il residence intitolato al manager, artista e filantropo Mario Luzzatto sono moderni e a risparmio energetico (sfruttano dal fotovoltaico alla geotermia, e hanno sistemi improntati a ridurre i consumi). Occupano oltre 7 mila metri quadrati.

Entrando, la hall sembra quella di un albergo. Le aree dove trascorrere tempo insieme ai colleghi vanno dalla sala relax alla biblioteca, dalla caffetteria all’aula studio. C’è anche una palestra cui si può accedere h24, e ancora laboratori, terrazza, giardino. Prossimo passo: si pensa a un campetto da calcio. Gli alloggi, che saranno disponibili dall’inizio di questo anno accademico, sono di diversa misura – comprendono da 2 a 5 posti letto divisi in camere singole e doppie – e hanno quasi tutti un angolo cottura. Per cucinare c’è anche uno spazio comune, dove organizzare un pasto in compagnia. E una lavanderia attrezzata. Oltre a Subhasree hanno sperimentato per una notte la vita da student house 128 ragazzi che oggi hanno affrontato la prova d’ingresso per Medicina e hanno pernottato qui il giorno prima dell’appuntamento con il test al Forum di Assago.

Nelle vicinanze i ragazzi che scelgono la residenza universitaria possono trovare un centro commerciale e un grande supermercato. Per i collegamenti con Milano c’è la navetta che serve ospedale e università e gli autobus locali che portano alla metropolitana (fermata Abbiategrasso), oltre a una stazione di car sharing. Si lavora ora per intensificare la presenza di mezzi pubblici, per esempio è stato richiesto l’allungamento di alcune linee. “Mantenere anche in periferia un respiro internazionale credo sia una responsabilità dell’università. Abbiamo puntato a realizzare qualcosa di dignitoso e di valore e di offrire ai ragazzi un’accoglienza umana”, riflette Ferrari. Con annesse regole da rispettare (Camplus prevede anche lettere di richiamo in casi gravi, ma in tutta Italia – assicurano – ne saranno state consegnate 2-3 l’anno).

Il residence è ‘wi-fi free’. La direzione si confronta costantemente con gli ospiti. All’interno della student house lavorano infatti una decina di persone, alle quali si aggiungono una ventina di operatori esterni per i servizi di pulizia, manutenzione e sicurezza. Spalmato su 12 mesi, l’impegno economico per gli inquilini varia da 500 a 750 euro al mese, “ma come Camplus abbiamo anche borse di studio collegate al merito“, spiega Maurizio Carvelli, fondatore e Ceo di Camplus che con la Mario Luzzatto Student House è a quota 36 residenze universitaria in Italia con già nuove imminenti aperture in programma tra Milano, Torino e altre città.

Carvelli ha voluto sperimentare in prima persona il soggiorno nella nuova struttura, dormendo lì per una notte, e racconta la filosofia adottata nel network di ‘college’ e ‘apartment’, che include anche “attività di internazionalizzazione e community, orientamento alla professione tramite incontri con scienziati, professionisti, dirigenti d’azienda”. Per gli studenti la prospettiva è quella di una vita tutta ‘casa e ateneo’. Che è poi quello che ha attratto Subharee: “Sentirsi parte di un gruppo”. La studentessa ha lasciato l’ultimo appartamento in cui viveva per trasferirsi nella residenza. I genitori vivono ad Abu Dhabi e per lei, pur avendo viaggiato molto, quella in Italia è stata la sua prima esperienza di vita lontano dalla famiglia.

“Milano è una bella città – dice – le persone sono molto accoglienti e calorose. Mi piace vivere qui e quello che mi ha spinto a scegliere Humanitas University è stato il livello della ricerca e l’esperienza che permette di fare, soprattutto nel campo dell’oncologia, con professori che sono riconosciuti a livello internazionale. Questo mi fa sentire orgogliosa di stare in un’istituzione così”. Diventare un professionista delle Scienze della vita oggi, conclude Ferrari, “significa muoversi in un contesto internazionale. Con il campus”, 25 mila metri quadrati che ospitano 1.200 studenti da 31 paesi del mondo in strutture hi-tech che vanno dal simulation lab alla biblioteca digitale, “l’università ha esercitato una forte attrattiva verso gli studenti stranieri e può favorire l’integrazione” tra i futuri camici bianchi di domani, “con momenti di incontro e scambio tra giovani di culture diverse“.


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