Tagli ai vitalizi, valanga di ricorsi  

Scritto da il 7 settembre 2018

Tagli ai vitalizi, valanga di ricorsi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 08/09/2018 12:57

“Io ho già presentato giovedì scorso oltre 300 ricorsi contro i tagli dei vitalizi per gli ex deputati e ne presenterò un altro centinaio la prossima settimana, prima della scadenza che ritengo sia accreditabile l’11 settembre”. Lo annuncia all’Adnkronos Maurizio Paniz, ex parlamentare di lungo corso del Pdl (per tre legislature, 2001 2006 e 2008), ora avvocato, conosciuto ai più come pasdaran dei vitalizi. E’ lui, infatti, ad avere in mano i fascicoli degli ex colleghi, che chiedono la ‘restituzione’ delle loro indennità ed è pronto a dare battaglia: ”Punto ad ottenere l’annullamento della delibera dell’Ufficio di presidenza della Camera, che ha fortemente ridotto l’ammontare dei vitalizi in essere”. Una delibera, assicura, “che ritengo totalmente illegittima e palesemente incostituzionale”.

Paniz, uno dei cinque legali che assistono i ricorrenti per un totale di quasi 700 ricorsi, è convinto che i giudici gli daranno ragione e il presidente della Camera, Roberto Fico (in prima fila per i ‘tagli’ e il recupero in termini di risparmi pari a circa 40 mln di euro) dovrà arrendersi: ”Penso di vincere al 100% nel lungo percorso, perché l’illegittimità della delibera è assolutamente palese. Lo ha confermato anche il Consiglio di Stato nel parere che ha recentemente dato alla presidenza del Senato, indicando le condizioni per un possibile intervento che qui alla Camera non sono state in alcun modo rispettate”.

Paniz rifiuta l’etichetta di ‘avvocato dei privilegiati’: ”Io sono il legale che difende un principio fondamentale in uno Stato di diritto e che in questo caso interessa tutti i 18 milioni di pensionati italiani, perché il principio che riguarda gli ex parlamentari, riguarda anche tutti i nostri pensionati. Non si tratta di privilegi, ma di diritti acquisti, non certamente voluti dagli attuali beneficiari, ma decisi molti decenni fa da altri autorevoli esponenti della vita politica italiana.” Gli “stessi – spiega- che hanno deciso molte delle baby pensioni attualmente in vigore, che interessano circa 9milioni di italiani e che nessuno può permettersi di toccare”.

Non si tratta di privilegi – insiste Paniz -. Autorevoli esponenti come i professori Cheli e Cassese, che sono stati punti di riferimento della Corte costituzionale, hanno dichiarato in recenti interviste a importanti quotidiani nazionali, che i diritti acquisiti dai cittadini, quali essi siano – ex parlamentari o cittadini normali – non possono essere modificati. Il risparmio previsto dalla Camera è nell’ordine di 40 milioni di euro, cioè una briciola nel panorama pensionistico nazionale. Ma deve essere chiaro che nessuno lotta per un profilo economico, ma tutti lottano perché siano rispettate le regole fondamentali come è quella dell’irretroattività dei provvedimenti”. I tempi dei ricorsi? “Sarà il Consiglio di giurisdizione della Camera (nominato da Fico lo scorso 27 luglio) a decidere la tempistica di trattazione”, replica Paniz.

DI MAIO: “RICORSI NON CI SPAVENTANO” – “700 ex deputati hanno fatto ricorso per riavere i vitalizi che noi abbiamo abolito e continuare a essere mantenuti a vita dallo Stato come fossero dei nababbi. Quando erano in Parlamento non hanno fatto nulla per aumentare le pensioni minime e le condizioni di vita dei pensionati più poveri e ora vogliono continuare a prendere vitalizi di migliaia di euro nonostante abbiano versato “moooolto” meno”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il vicepremier Luigi Di Maio.

“Ma questi ex dis-onorevoli lo sanno cosa è la giustizia sociale -si chiede il leader politico M5S -? Credo di no, ma lo scopriranno presto. E lo scopriranno anche gli ex senatori. Il Senato deve abolire subito i vitalizi come abbiamo fatto alla Camera. Non c’è più tempo da perdere per eliminare i privilegi. Bisogna decidere da che parte stare, da quella dei cittadini o da quella dei parassiti. Noi abbiamo già scelto e non faremo neppure mezzo passo indietro: i ricorsi non ci spaventano”.

Intanto consiglio caldamente a questi 700 vitalizio-dipendenti di andarsi a nascondere il più lontano possibile, magari su un eremo. Non conoscono vergogna”, conclude.


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