Ponte Morandi, si dimette commissario del Mit 

Scritto da il 8 settembre 2018

Ponte Morandi, si dimette commissario del Mit

(Fotogramma)

Pubblicato il: 09/09/2018 11:20

“L’ingegner Bruno Santoro ha rassegnato spontaneamente le proprie dimissioni dalla Commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che opera per individuare le cause del crollo del Ponte Morandi“. Lo fa sapere il Mit, nel ringraziare Santoro “per la sensibilità e la professionalità dimostrate” e precisando che “appena dal 23 marzo scorso Santoro è dirigente della Divisione 1 (Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione) della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali”.

Il Mit precisa ancora che “presso tale divisione egli non ebbe competenza alcuna sul progetto di manutenzione straordinaria presentato da Autostrade per il Ponte Morandi”.

Il Mit nella nota spiega inoltre che “in relazione, poi, alle cosiddette ‘consulenze’ per Aspi, si fa notare che i collaudi delle opere in concessione vengono regolarmente effettuati dalle strutture del concedente a spese del concessionario. E si conferma che gli incarichi dell’ingegner Santoro sono stati debitamente autorizzati anni fa dall’amministrazione, all’epoca in cui Santoro era in servizio presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici”.

TONINELLI CONTRO TOTI – Nella giornata delle dimissioni di Santoro, il ministro Danilo Toninelli intanto polemizza su Twitter con il governatore della Liguria, Giovanni Toti: “Si preoccupi di far rientrare in casa gli sfollati per riprendersi gli effetti personali e di dar loro un nuovo alloggio. Non faccia politica su #Genova”, scrive, ribadendo che “Autostrade sborserà il danaro, come suo dovere, ma non ricostruirà il ponte che ha fatto crollare”.

“REVISIONE CONCESSIONI NON IDEOLOGICA” – “Come già ribadito in più occasioni dal governo, per quel che concerne la ricostruzione del ponte Morandi e, più in generale, future concessioni, il presidente Conte ha affermato che il Governo sta lavorando alla revisione del sistema delle concessioni in modo da tenere conto della necessità che l’investimento e il rischio di impresa del concessionario siano remunerati, scongiurando però che questo possa comportare il depauperamento delle risorse pubbliche”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.

“Quanto alla scelta pubblico/privato, nazionalizzazione/privatizzazione, il presidente del Consiglio ha chiarito che non ha ragione di essere una preventiva opzione ideologica -sottolinea ancora palazzo Chigi-: bisogna adoperarsi perché i beni pubblici siano amministrati nel modo più efficiente possibile, assicurando il maggior ritorno alla collettività. Alcune volte questo comporterà l’affidamento ai privati in nome dell’efficienza e della managerialità, altre volte sarà l’impresa pubblica a garantire investimenti di lungo periodo, altre volte si potrà optare per forme di partenariato pubblico/privato”.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background