Affido condiviso, cosa cambia 

Scritto da il 10 settembre 2018

Affido condiviso, cosa cambia

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Pubblicato il: 11/09/2018 10:06

E’ iniziato ieri, con la relazione in commissione, l’iter del ddl 735 in materia di affidamento condiviso dei minori, i cui quattro punti qualificanti, previsti dal contratto di governo Lega-Movimento 5stelle, sono la mediazione a supporto delle coppie in conflitto, i tempi paritetici di frequentazione dei figli con padre e madre, la realizzazione del mantenimento diretto, la lotta ad ogni forma di rifiuto genitoriale.

“Il punto di forza della riforma – si legge in una nota del capogruppo della Lega in commissione Giustizia – sarà il ‘piano genitoriale’, un vero e proprio progetto educativo che i genitori dovranno proporre, indicando anche i tempi di frequentazione, i percorsi educativi e scolastici, le vacanze e le modalità di suddivisione dei costi per i figli. Le coppie capaci di accordarsi – prosegue la nota – potranno ottenere immediatamente l’omologa senza mediazione altra formalità, mentre le coppie conflittuali avranno a disposizione il supporto di professionisti seri e preparati per essere aiutate a superare le divergenze e ad accordarsi nell’interesse dei figli”.

“I tentativi di alienazione, le false denunce e i tentativi di condizionamento psicologico del minore – prosegue la nota – saranno punite nei casi più gravi con il risarcimento del danno e la perdita della responsabilità genitoriale. La riforma non andrà invece a modificare le attuali norme in materia di mantenimento dell’ex coniuge e quelle di prevenzione e contrasto della violenza endo-familiare che dunque rimarranno in vigore”.

“Con questa norma – afferma il primo firmatario della riforma, il senatore leghista Simone Pillon – ci proponiamo di dare piena applicazione al contratto di governo e alla risoluzione 2079/2015 del Consiglio d’Europa, garantendo il diritto dei figli di ricevere cura e assistenza da entrambi i genitori, trascorrendo con ciascuno di essi quanto più tempo possibile, e realizzando così il principio della bi-genitorialità”.

“L’applicazione della riforma – aggiunge – garantirà un minor ricorso al contenzioso giudiziario, riducendo enormemente i costi economici e soprattutto sociali per le famiglie e per le centinaia di migliaia di minori coinvolti ogni anno”.

“Saremo ben lieti – assicura – di lavorare con tutte le forze politiche e con le componenti della società civile, apportando al testo ogni utile miglioramento ma non ci presteremo a stravolgimenti, strumentalizzazioni o scontri ideologici degni del secolo scorso. I diritti e gli interessi dei minori coinvolti nelle separazioni sono troppo importanti per poter essere ancora ignorati o peggio sacrificati da sterili contrapposizioni di parte”.


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