“Impossibile scordare dov’ero”, i ricordi dell’11/9  

Scritto da il 10 settembre 2018

Impossibile scordare dov'ero, i ricordi dell'11/9

(Fotogramma /Ipa)

Pubblicato il: 11/09/2018 18:30

C’è una frase ricorrente quando si commemora l’11 settembre, quella che vuole che ognuno di noi si ricordi esattamente dove si trovava al momento dell’attacco. E, in effetti, per chi c’era sembra davvero impossibile dimenticare cosa stesse facendo nel momento in cui due aerei sono stati dirottati contro le Torri Gemelle, cambiando per sempre il corso della storia. Così, come spesso accade per i grandi eventi del mondo, 17 anni dopo l’attentato i social diventano diario, raccogliendo i ricordi di quanti portano tutt’ora impressi nella memoria quei 17 minuti che hanno sconvolto il mondo. Nei tanti racconti affidati a Twitter e Facebook, gesti quotidiani, situazioni banali e ricorrenti fanno da scenario all’attacco terroristico.

“ERA UN POMERIGGIO D’ESTATE…” – “Me lo ricordo come se fosse ieri. Un pomeriggio d’estate in vacanza. Mio marito e mio figlio – racconta Roberta in un tweet – che dormono di là. Le trasmissioni tv interrotte e quelle immagini terribili. Quegli aerei che si schiantano contro i grattacieli. Le Torri Gemelle che cadono. Il pianto…”.

TORNAVO DALL’INTERRAIL” – Diciassette anni fa, Dario era “appena maggiorenne. Ero tornato da poco più di un mese dal giro dell’Europa in treno con l’InteRail e mi apprestavo ad affrontare l’ultimo anno di liceo classico più che svogliatamente. Come sempre. Poi il mondo è cambiato. Era l’11settembre 2001”.

GUARDAVO LA MIA MAMMA” – “Guardavo mia madre mentre stirava. Due mesi dopo mi avrebbe lasciata e io lo sapevo. Tutto ciò che ricordo”, scrive un’utente in un commovente tweet. Un racconto simile a quello di Lea, che aveva “appena pranzato, stesa sul divano davanti alla tv con la mia mamma. Mi accarezzava i capelli. Due minuti dopo e tutto si è fermato, inchiodate come eravamo a guardare il fumo e le macerie. 17 anni dopo, come le Torri la mia mamma non c’è più”.

PASSEGGIAVO IN CENTRO” – Matteo, 16 anni nel 2001, attraversava “la strada nel mio quartiere, proprio davanti a un negozio di tv. Le immagini diventano di colpo apocalittiche. Ci siamo fermati tutti, all’inizio pensavamo fosse un film… poi è arrivata un’edizione straordinaria. Era tutto vero, ci è crollato il mondo addosso”.

ERO DA NONNA, FACEVO ZAPPING” – Un primo pomeriggio “noioso come tanti – racconta Paola – passato a casa di mia nonna. Conquisto il telecomando, faccio zapping, guardo Maria De Filippi in tv. Dalla cucina nonna urla ‘ussignùr, s’è schiantato’. Era il secondo aereo che entrava nella Torre, lo stavano dicendo alla radio”.

PAPA’ CONTINUAVA A CHIAMARE” – Maria era “sdraiata sul letto, papà continuava a chiamare a casa ma non rispondevo perché avevamo litigato. All’ennesima chiamata alzo la cornetta e mi sgrida, è agitato. ‘Accendi la tv’ mi urla. Resto di pietra. ‘Non prendere la metro, ti prego’ mi dice poi..non l’ho fatto per due settimane”.

UN MINUTO DI SILENZIO” – “Ricordo tutto, distintamente. Ero a casa di Riccardo – scrive Alberto, 19 anni nel 2001 -, stavamo sentendo un cd. Ci avvertì sua sorella dal salotto. Ma più di tutto ricordo la scuola il giorno dopo, il minuto di silenzio infinito in classe e i singhiozzi di Lucia, che aveva una cugina a New York…”.


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