Oms, in Italia longevità record ma preoccupa salute giovani  

Scritto da il 13 settembre 2018

Oms, in Italia longevità record ma preoccupa salute giovani

La responsabile dell’Oms Europa (al centro) e il ministro della Salute Giulia Grillo (a destra)/

Adnkronos Salute

Pubblicato il: 14/09/2018 16:41

(Mal/AdnKronos Salute)

Fumo, alcol e chili di troppo: giovani italiani rimandati in salute. L’ultima edizione dell’European Health Report dell’Organizzazione mondiale della sanità mostra come l’Italia stia portando avanti promettenti misure per raggiungere gli obiettivi fondamentali delineati in ‘Salute 2020’. L’aspettativa di vita alla nascita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi dell’Unione europea e due terzi della popolazione in Italia godono di buona salute. Ma se “gli indici che l’Oms segnala per l’Italia sono incoraggianti nella popolazione adulta”, lo sono “meno nella fascia giovanile”. Lo afferma il ministro della Salute Giulia Grillo, alla presentazione oggi a Roma della 68.esima riunione del Comitato regionale dell’Oms Europa, in programma dal 17 al 20 settembre,

“Siamo infatti il secondo Paese in Europa per la più alta aspettativa di vita, ma la nostra attenzione – sottolinea – deve spostarsi sulle popolazioni più giovani, in cui si registrano segnali d’allarme non più trascurabili”. Riguardo alle malattie infettive, continua il ministro, “abbiamo l’obiettivo di definire il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale adatto alla situazione epidemiologica e accompagnato da campagne informative per migliorare la consapevolezza sull’indispensabilità dei vaccini. Tutto questo, senza perdere di vista la sostenibilità di un Sistema sanitario che garantisca sufficienza e adeguatezza dei servizi erogati alla popolazione”, aggiunge Grillo.

Quanto ai dati dell’Oms Europa, l’Italia si aggiudica risultati tra i migliori in Europa nel limitare i danni nella popolazione adulta, causati da fumo, alcol, sovrappeso e obesità. Ma le statistiche sono molto meno positive tra gli adolescenti e questo potrebbe creare dei peggioramenti ulteriori in futuro. Mentre il numero di adulti con il vizio del fumo è diminuito, attestandosi lievemente al di sotto della media europea, il numero di fumatori tra gli adolescenti è tra i più elevati d’Europa.

Un italiano su cinque è obeso. E il problema riguarda in particolare i giovanissimi: il 26% dei maschi di 15 anni è sovrappeso o obeso. In generale, poi, l’Italia registra uno dei livelli più alti in Europa in quanto a resistenza antimicrobica. Mentre la copertura vaccinale è ancora al di sotto della soglia del 95% fissata dalle line guida Oms. E l’Italia è tra i Paesi europei più colpiti dall’attuale epidemia di morbillo.

“Quanto ai giovani italiani c’è un grosso problema, in generale legato alle dipendenze: da fumo, alcol, droga e gioco d’azzardo – ha aggiunto il ministro – Non si è fatta in questi anni una politica di prevenzione mirata ai giovani. E siamo molto indietro anche sull’attività fisica a scopo preventivo. Stiamo lavorando però a un nuovo Piano nazionale di prevenzione, per tradurre in azioni” ciò che finora è rimasto sulla carta.

Il ministero guidato da Giulia Grillo lavora anche a un nuovo Piano della prevenzione vaccinale, che tenga conto degli adulti. “Manca un piano per gli adulti: dei 4 morti per morbillo nel 2018, legati al focolaio che ha provocato oltre 2.000 casi, in tre casi si trattava di adulti”. Una lacuna che, ha anticipato Grillo, sarà colmata dal nuovo Piano vaccini.

E il Vecchio Continente? E’ soddisfatto per la propria salute, anche se non in modo uniforme. La percezione che i cittadini europei hanno della loro salute, del loro benessere e della soddisfazione rispetto alle proprie condizioni di vita è al di sopra di quella in molte altre aree del mondo. E i dati mostrano che in media gli europei vivono un anno di più rispetto a 5 anni fa. Nei 53 Paesi della regione europea dell’Oms – su una scala da zero (affatto soddisfatto) a 10 (decisamente soddisfatto) – si è registrato un punteggio di 6. Sussistono però notevoli discrepanze tra Paesi: alcuni si attestano a 5 o anche meno, altri presentano una media tra le più alte al mondo (7.6). E’ quanto emerge dal’ultima edizione dell’European Health Report (Relazione sullo stato di salute in Europa).

Il rapporto verrà presentato nel corso della 68.esima riunione del Comitato regionale dell’Oms Europa, a Roma dal 17 al 20 settembre con la partecipazione di oltre 400 alti funzionari in rappresentanza dei 53 Paesi della regione europea dell’Oms. L’evento traccerà un bilancio di quanto è stato raggiunto dei termini indicati nel quadro ‘Salute 2020’ e di quali priorità vadano delineate, politicamente, per promuovere la salute e per mantenersi in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. “L’European Health Report ci mostra che la maggior parte dei Paesi in Europa ha mosso passi importanti per allinearsi ai criteri di Salute 2020, muovendosi dunque nella direzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute”, afferma Zsuzsanna Jakab, a capo dell’Oms Europa.

“Il miglioramento è notevole ma non omogeneo, sia tra Paesi che all’interno degli stessi. E’ imperativo che si collabori tutti per riuscire a mantenere l’impegno espresso nel 2015 attraverso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile per garantire che la salute sia di tutti”, aggiunge. I dati più recenti dimostrano anche che in media i cittadini europei vivono un anno in più rispetto a cinque anni fa. Però, permane un divario di oltre 10 anni tra i valori più alti e quelli più bassi in quanto ad aspettativa di vita tra i Paesi della regione europea dell’Oms. Il numero di morti per tutte le cause e per tutte le età è diminuito del 25% dal 2000.

Complessivamente, la regione europea sta superando l’obiettivo dell’1,5% di riduzione annuale delle morti premature causate da malattie cardiovascolari, cancro, diabete mellito e patologie respiratorie croniche fino al 2020. I dati più recenti dimostrano una riduzione pari al 2% all’anno, in media. Tuttavia, avvertono gli esperti, sussiste il rischio concreto che tali margini guadagnati vadano vanificati se proseguirà l’andamento al rialzo in termini di percentuali di obesità, fumo e consumo di tabacco, oltre al calo della copertura vaccinale.

In particolare, desta preoccupazione il dato relativo ai maschi europei: vivono sì più a lungo e più in salute, ma l’attesa di vita alla nascita varia da 64 ad 81 anni tra i diversi Paesi europei. Un uomo che vive nella parte Est della regione ha cinque volte più probabilità di morire prima dei 45 anni rispetto ad uno che si trova nella parte Ovest. Il Comitato nel suo incontro esaminerà nuove politiche che tengano in considerazione le specifiche necessità della salute maschile, con attenzione proprio alle disuguaglianze che si registrano tra Paesi e all’interno degli stessi.

C’è poi la questione malattie infettive e vaccini: l’attuale focolaio di morbillo – che ha fatto registrare 41.000 casi e 37 morti in tutta la Regione nel primo semestre di quest’anno – è “un grave promemoria della necessità di mettere in atto immediate e ampie misure specifiche in ogni Paese che blocchino ulteriori epidemie di malattie altrimenti prevenibili, con l’intento finale di eliminare del tutto il morbillo, come sancito dal Piano di azione europeo sui vaccini”, affermano dall’Oms. Anche le malattie trasmesse da zanzare e zecche si stanno rivelando “considerevoli minacce” alla salute pubblica in Europa: in particolare, le infezioni da virus West Nile stanno aumentando marcatamente nell’Europa meridionale e centrale. Nell’incontro al via la prossima settimana si valuteranno le misure messe in atto contro questi fenomeni.


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