Archeologia: a Tarquinia rinasce la Tomba degli Scudi  

Scritto da il 14 settembre 2018

Restaurata grazie al Fai la Tomba degli Scudi di Tarquinia

Pubblicato il: 15/09/2018 13:18

Rinasce la Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a.C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi a Tarquinia (VT), sito nominato nel 2004 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco insieme alla necropoli di Cerveteri. I dipinti murali e le rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica sono tornati a splendere grazie a un complesso restauro durato due anni, che ha interessato la camera centrale della sepoltura e che ha permesso di renderla periodicamente fruibile al pubblico, dopo decenni di chiusura.

Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de ‘I Luoghi del Cuore’, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Grazie ai tanti voti ricevuti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure.

Le sue pareti dipinte, infatti, presentavano numerose problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico: l’intonaco, molto friabile, tendeva a staccarsi dalla parete, su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza – in buona parte veli di carbonato di calcio prodotti da diversi tipi di batteri – oltre a chiazze di umidità e a diffuse macchie nere dovute ad alcune specie di funghi.

Il restauro – cominciato nell’estate 2016 e realizzato da Maria Cristina Tomassetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza – ha permesso di salvare l’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale della tomba e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli mai visti prima. L’intervento è stato realizzato con la modalità del ‘cantiere aperto’: la tomba è stata infatti resa fruibile al pubblico in corso d’opera grazie ad alcune visite guidate straordinarie a cura della Delegazione FAI di Viterbo per raccontare le fasi del recupero e le tecniche utilizzate.

Concluso il recupero della camera centrale – che è l’ambiente più importante della tomba – per completare il restauro della sepoltura rimangono da fare altri lavori sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e sui due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. L’auspicio è che l’intervento realizzato grazie al contributo I Luoghi del Cuore e reso possibile grazie alla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, rappresenti un traino per il reperimento di altri fondi, anche tramite il portale Art Bonus.

Nel frattempo, la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà nell’ottica di permettere periodicamente la fruizione pubblica di questo luogo eccezionale (le prossime aperture – a cura della Delegazione FAI di Viterbo – sono in programma per domenica 30 settembre e sabato 27 ottobre), ma situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi. Inoltre, il Comune di Tarquinia ha stanziato un contributo destinato a una pubblicazione sulla Tomba degli Scudi e sui restauri, attualmente in fase di preparazione. Il Comune si è anche impegnato a garantire lo sfalcio della vegetazione intorno alla Tomba, contribuendo in tal modo a rendere possibili le future aperture del bene al pubblico.


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