“C’avemo ‘a graduatoria”, corruzione a Roma per le case popolari  

Scritto da il 16 settembre 2018

C'avemo 'a graduatoria, corruzione a Roma per case popolari

(Fotogramma)

Pubblicato il: 17/09/2018 16:45

“C’avemo in mano ‘a graduatoria, ce l’ho in mano io!”. Così parlava al telefono il dipendente del Comune di Roma finito ai domiciliari con altre 5 persone per un giro di corruzione nell’ambito delle assegnazioni di locali e case popolari dell’Ater. L’uomo lavorava all’ispettorato edilizia – idoneità alloggiativa al Municipio Roma XV.

Per ottenere una casa bisognava pagare. “Lui vuole i sordi subito, i sordi i deve da’ e j’i deve dà subito” si legge in una delle intercettazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare. In una telefonata fra due dei sei arrestati, si sente: “Ecco, io sto aspettà quello che offre de più“. E con i clienti che non si mostravano riconoscenti, le cose venivano messe in chiaro subito: “mo’ ti dico! Il signor Rocco una casa dell’Ater la prende quando dico io! – dice uno degli indagati parlando al telefono a proposito di una persona alla quale era stato dato l’indirizzo di una casa da poter occupare – Da’ i sordi che je dico io, se je sta bene, se no non pija neanche a’ residenza!”.


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