L’ultimo saluto a Maria Sensi, Rosella: “Ora è vicino a Franco”  

Scritto da il 16 settembre 2018

L'ultimo saluto a Maria Sensi, Rosella: Ora è vicino a Franco

Francesco Totti (Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 17/09/2018 14:09

Mi piace pensare che ora si sia riunita al suo amato Franco e che ora possano stare insieme. E magari vedersi la loro Roma“. Queste le parole di Rosella Sensi, figlia maggiore di Maria Sensi ed ex presidente della Roma, uscendo dalla basilica di San Lorenzo al termine dei funerali della madreMaria, morta sabato scorso a 75 anni.

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“Scusate ma non riesco a dire molto oggi, se non ripetermi nel ringraziarvi di essere qui – ha sottolineato Rosella – Oggi ho qualcosa dentro che mi blocca e non riesco a parlare. Parlare quando si perde una mamma è difficile. Era una grande donna, una moglie ed una madre meravigliosa. Oggi mi mancano le parole, scusatemi. Era fiera di essere romana, romanista e rappresentare quei valori che appartengono ad una grande donna. Non mi mancano mai le parole, ma oggi no”. “Era l’equilibrio di papà, di tutti – ha aggiunto – Anche in ospedale seguiva la Roma, ci teneva. Porteremo avanti il suo ricordo, ci teneva molto alla donazione del sangue. Oggi non ce la faccio proprio”.

Per l’ultimo saluto a Maria Sensi la nuova e la vecchia dirigenza della Roma: Mauro Baldissoni, Umberto Gandini, Monchi, Bruno Conti, Francesco Totti e Tonino Tempestilli, il tecnico Eusebio Di Francesco e il capitano della squadra Daniele De Rossi. Presenti anche gli ex tecnici giallorossi, Zdenek Zeman e Claudio Ranieri, l’ex ds Daniele Pradè, l’ex difensore Marco Cassetti e l’ex presidente della Figc, Giancarlo Abete.

Sono molto arrabbiato con i romanisti. Maria avrebbe meritato una piazza piena, visto che i Sensi hanno regalato uno scudetto alla Roma”, ha detto il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, prima dell’inizio del funerale.

Donna forte, appassionata e grande tifosa della Roma, dalla morte del marito, nel 2008, Maria sensi l’aveva sostituito alla guida morale dell’amatissima squadra non più di loro proprietà. Ne difendeva la memoria, l’integrità e il ricordo, continuando a respirare da sempre la Roma anche dallo stadio Olimpico, senza farsi mancare la voglia e il piglio di farsi sentire e di criticare la nuova proprietà, rea di essere troppo distante dai tifosi.


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