Olimpiadi, Malagò: “Torino ripensaci”  

Scritto da il 18 settembre 2018

Olimpiadi, Malagò: Torino ripensaci

Nicole Della Monica e Matteo Guarise durante i Giochi invernali in Corea del Sud (Ipa/Fotogramma)

Pubblicato il: 19/09/2018 08:30

Salta il tridente. La candidatura a 3 Cortina-Milano-Torino alle Olimpiadi invernali non ci sarà. Anche se per i Giochi non è ancora detta l’ultima parola. Oggi a Losanna verrà presentato il dossier. E non è detto che Torino non ci ripensi e decida di rientrare nel tridente. “Siamo ancora in tempo – ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ai microfoni di ‘Radio Anch’Io’ – Non credo che Losanna non ci prenda in considerazione, oggettivamente è assolutamente aperta. Con una candidatura a due è sicuro che l’Italia ha meno possibilità di vincere, non avendo le garanzie del governo”.

Il numero uno del Coni non ha voluto poi fare polemica con il vicepremier Di Maio, il quale, ieri aveva scaricato sul Coni le responsabilità del naufragio della candidatura a tre. “Non voglio fare polemica, credo che non serva a nulla. Riguardo al Coni le cose non stanno così, è fin troppo evidente. Da quando si è cominciato a parlare della candidatura abbiamo cominciato a parlare di ticket Milano-Torino, poi si è aggiunta Cortina e poi avendo tre candidature ci siamo rivolti al governo – ha spiegato Malagò -. E il governo ha detto che dovevamo procedere, ma ci doveva essere coesione totale e massima attenzione ai costi. L’ idea a tre era stata recepita dal governo e poi sostenuta dal Cio, noi abbiamo fatto quello che ci ha chiesto il governo”.

“Il governo ha fatto degli incontri e ognuno ha esposto le sue istanze, poi il governo ha preso atto e ha mandato una lettera nella giornata di giovedì chiedendo un giudizio sul tridente – ha scandito il presidente del Coni -. Sala aveva posto due condizioni, la governance e che nel nome Milano doveva essere per prima, una richiesta che non mi sembra una richiesta inaccettabile. Poi è arrivata la terza lettera della Appendino che rimaneva alla delibera del consiglio comunale che non faceva riferimento al tridente volendo far partecipare Torino da sola. E’ stato evidente che a fare saltare tutto è stata Torino. Poi Giorgetti è andato in audizione Parlamento dicendo che non c’era condivisione. Peccato stavamo a un centimetro da una idea vincente, il Cio ci ha detto ‘grande idea’ e potevamo dimostrare di essere un Paese che supera gli steccati e che si vuole bene”.

Ieri, dopo una giornata convulsa fatta di annunci, affondi e commenti al vetriolo, i governatori di Veneto e Lombardia Luca Zaia e Attilio Fontana hanno annunciato un ‘piano B’, con l’appoggio del sindaco di Milano, Beppe Sala per una corsa a due, dopo che Torino si è sfilata. A mettere la parola fine sul tridente è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. “Ho lavorato tutta l’estate perché ci fosse lo spirito olimpico” per una candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026 “e purtroppo non c’è stato – ha detto al termine dell’audizione svolta al Senato. Non ne faccio colpa a nessuno. La prima colpa è per me stesso. Non ce l’ho fatta”. “Un’occasione persa”, ha spiegato Giorgetti, chiarendo che la candidatura “così come è formulata e con questi presupposti” non potrà “avere ulteriore corso”. La candidatura del tridente, ha rimarcato il sottosegretario “non ha il sostegno del governo e come tale è morta qui”.

Con la controproposta delle Olimpiadi del Lombardo-Veneto da parte dei governatori Luca Zaia e Attilio Fontana, la corsa alle Olimpiadi è diventata a due. “Arrivati a questo punto è impensabile gettare tutto alle ortiche – hanno scritto i due presidenti in una nota congiunta -. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto”.”

Il ‘piano B’ sulle Olimpiadi ha raccolto subito il commento favorevole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha twittato: questa soluzione può funzionare”. Mentre per il leader della Lega, Matteo Salvini è un “peccato perdere un’occasione così” ma “se i fondi li trovano loro, e se la spesa è limitata, perché no?”. E mentre il M5S di Torino ha puntato il dito contro Lega e Pd, il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino non ha usato mezzi termini: “Se dovesse andare avanti una candidatura Veneto-Lombardia, con il sostegno del governo – ha tuonato – sarebbe l’evidente dimostrazione che eravamo di fronte a una manovra per tagliare fuori il Piemonte”. Quindi si è detto “disposto a venire a Roma al più presto per concretizzare la candidatura del tridente”.

Il governo comunque non ostacolerebbe una corsa autonoma degli enti interessati, ha garantito Giorgetti, sempre “se hanno la possibilità di mettere una garanzia”. “Se Lombardia e Veneto vogliono andare insieme naturalmente se ne faranno carico direttamente loro, anche in termini di oneri”, ha poi spiegato il sottosegretario, sottolineando che “se vogliono andare avanti da sole la garanzia del governo non ci sarà”. “Stesso discorso per Torino: “Se Torino – ha precisato – volesse fare altrettanto senza chiedere nulla allo Stato, poi sarà il Coni a decidere tra le due città candidate”.


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