Ponte Morandi, “tetto 200mila euro per imprese danneggiate”  

Scritto da il 18 settembre 2018

Ponte Morandi, tetto 200mila euro per imprese danneggiate

(Afp)

Pubblicato il: 19/09/2018 20:31

Le imprese con sede operativa nel territorio di Genova che hanno subito danni in termini di fatturato a causa del crollo del Ponte Morandi saranno indennizzate con una somma non superiore a 200mila euro. E’ quanto si legge nella nuova versione aggiornata del decreto legge per la città di Genova all’esame del governo giallo-verde e in possesso dell’Adnkronos. I tecnici di M5S e Lega, infatti, stanno limando i dettagli del provvedimento, il cui testo finale potrebbe approdare giovedì al Consiglio dei ministri.

Secondo l’articolo 4 (dal titolo ‘sostegno a favore delle imprese danneggiate in conseguenza dell’evento’), alle aziende con “sede operativa nel territorio della Città metropolitana di Genova, nonché ai professionisti, artigiani e commercianti con sede o unità locale ubicate nello stesso territorio”, che “nel periodo del 14 agosto al 30 settembre 2018 hanno subito un decremento del fatturato rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente”, è “riconosciuta, a domanda, una somma pari al 100 per cento” di questo decremento e “nel limite massimo di 200mila euro”.

Il ‘decremento’ di fatturato, si precisa, “può essere dimostrato mediante dichiarazione dell’interessato, accompagnata “dall’estratto autentico delle pertinenti scritture contabili”. I criteri e le modalità di erogazione delle somme saranno stabiliti dal Commissario delegato come previsto dall’ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione civile “nei limiti delle risorse finanziarie disponibili”.

Dovrebbe esserci una task force di 20 persone, poi, nel team a disposizione del Commissario straordinario per la ricostruzione del Ponte Morandi. Lo prevede la nuova versione del cosiddetto decreto Genova all’esame del governo Conte. “Al Commissario straordinario è attribuito un compenso, determinato con decreto del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in misura non superiore al doppio di quella indicata all’articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98”, ovvero 200mila euro complessivi annui, recita l’articolo 1 della bozza del decreto, formato da 49 articoli, che rispetto alla prima versione presenta una serie di modifiche, oggetto di trattative tra M5S e Lega in queste ore. “Per l’esercizio dei compiti assegnati – spiega il testo, di cui l’Adnkronos è in possesso -, il Commissario straordinario si avvale di una struttura di supporto posta alle sue dirette dipendenze, costituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un contingente di personale pari a venti unità, dipendenti di pubbliche amministrazioni centrali e territoriali, previa intesa con queste ultime, in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità richiesti dal Commissario straordinario per l’espletamento delle proprie funzioni”. “Per la realizzazione degli interventi urgenti di cui al presente articolo, è autorizzata l’apertura di apposita contabilità speciale intestata al Commissario straordinario, sulla quale confluiscono le risorse pubbliche all’uopo destinate nonché quelle tempestivamente messe a disposizione dal soggetto concessionario al momento dell’evento”, si legge ancora nella bozza.


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