Code e caos, Genova per noi  

Scritto da il 19 settembre 2018

Code e caos, Genova per noi Reportage AdnKronos

(AdnKronos)

Pubblicato il: 20/09/2018 11:34

di Valentina Carosini

Tempo stimato per attraversare la città da ponente a levante: incerto. Mentre le lancette corrono veloci e code e rallentamenti sono all’ordine del giorno, per mandare in tilt il traffico basta un banale imprevisto. E’ la Genova tagliata in due dal crollo di ponte Morandi dove, dal 14 agosto scorso, a collegare le parti ad est con l’ovest della città è rimasta solo la viabilità ordinaria.

Tutto questo si traduce, da una stima media fatta dall’AdnKronos, nel mettere in conto almeno 1 ora di viaggio per spostarsi dall’estremo ponente genovese, ad esempio dai comuni di Arenzano o Cogoleto appena fuori Genova, fino al centro del capoluogo ligure. Trenta chilometri in tutto, di cui 12 su autostrada, in un tratto che prima richiedeva tempistiche tra i 15 e i 30 minuti, casello a casello.

Mentre si attende di capire come risponderà il traffico con l’avvio del Salone nautico Internazionale, nella città che cerca di risollevarsi dopo il disastro si moltiplicano gli interventi degli enti locali che ‘si fanno in quattro’ sul tema della viabilità, che nelle ore di punta diventa un groviglio di clacson e marmitte, puzza di smog e vigili urbani con la mascherina che lavorano su turni infiniti per gestire la situazione, corsie incolonnate di auto e scooter accanto ad autoarticolati, giganti della strada, carichi di merci dirette in porto. Un porto che, per capirne le dimensioni, è il più grande scalo italiano per estensione e il primo del Paese per movimentazione container “con destinazione finale”.

Per facilitare la vita dei genovesi, l’ultimo intervento in ordine di tempo è stata l’apertura della nuova via Della Superba. A poco più di un mese dal 14 agosto scorso, Regione e Comune hanno dotato i mezzi pesanti di un percorso alternativo alla viabilità ordinaria, per ridurre rischio, sgravare il traffico urbano e separare i flussi. Il camminamento di oltre 5 chilometri, tutto in aree ‘a mare’ rispetto all’Aurelia (il percorso passa tra le aree Ilva e quelle dei terminalisti portuali, nella cosiddetta ‘Strada del Papa’) è stato adeguato, asfaltato, messo in funzione in tempi da record per sopportare il traffico pesante e collegare il quartiere di Sestri, attraverso una viabilità parallela ma spostata verso mare, con i varchi portuali di lungomare Canepa, da ponente a levante e viceversa per chi esce dal porto. Da qui passeranno circa 500 camion al giorno. Ma per accedere all’imbocco a ponente il piccolo ponte di via Pionieri e Aviatori d’Italia, che scendendo dal casello di Aeroporto immette i camion nel nuovo percorso, una parte dei tir che ogni giorno attraversano la città dovrà attendere. Il ponte è stato interdetto, a pochi giorni dal taglio del nastro della nuova strada, ai mezzi sopra le 7,5 tonnellate per ragioni di sicurezza. Il viadotto di via Pionieri, oggetto di manutenzioni e verifiche strutturali, sarà pronto entro un mese, come garantito dagli enti locali, per separare i flussi definitivamente, su un percorso che rimarrà anche quando verrà ricostruito il nuovo ponte che sostituirà il Morandi. In mezzo resta la città che fa i conti con la nuova viabilità, e che a questa non è ancora del tutto abituata.

E, se nonostante gli inviti a lasciare a casa il mezzo privato, per percorrere il tragitto da casa al lavoro dove prima occorrevano circa 10 minuti per 4 caselli autostradali – da Pra’ a Genova Ovest, in condizioni normali – ora può volerci più di un’ora. Sono soprattutto i quartieri del ponente città a farne le spese in termini di difficoltà estreme nella gestione del traffico. Il nodo più complesso? Quello di Cornigliano, diventato suo malgrado l’epicentro del traffico cittadino, con il casello di Aeroporto diventato il principale della città da quando, in mancanza del viadotto Polcevera, Genova Ovest – l’uscita autostradale centrale -serve unicamente la viabilità proveniente dalla A7, Milano e nord Italia, e A12, levante genovese e regioni limitrofe.

In mezzo, insieme, auto private e mezzi pesanti, provenienti dal ponente e diretti verso il centro o in uscita dalla città, convogliate tra i quartieri di Cornigliano e Sestri Ponente dove la convivenza con il traffico diventa ogni giorno più complicata per i cittadini e anche per i commercianti con l’attività che affaccia sulla strada principale. “Ci sono pochissimi lassi di tempo – racconta Maurizio Foardi, gestore della tabaccheria di via Siffredi, sotto la rampa che scende dall’autostrada, in uno dei nodi più trafficati della città – in cui la strada è un po’ più libera ma è quasi sempre congestionata. Incidenti ne vedo almeno due al giorno davanti al mio negozio. Io sto perdendo più del 50% dei miei incassi ordinari rispetto all’anno precedente, e sono tanti soldi. Ogni giorno sono tanti soldi che se ne vanno e non penso di essere l’unico in questa situazione, per tanti può essere il colpo di grazia”.

I DATI – Sono circa 140-150 gli uomini dispiegati nell’arco delle 24 ore, nel distretto Cornigliano-Sestri, messi in campo dalla polizia locale di Genova e aumentati per la nuova strada destinata ai tir per la quale sono impiegati almeno 30 uomini della municipale sulle 24 ore. Secondo i dati riferiti dalla centrale della polizia locale di Genova nel tratto sono in aumento gli incidenti con soli danni a cose, in diminuzione invece nel nodo interessato quelli con danni a persone. In media si parla di quasi una decina di tamponamenti al giorno, quasi tutti senza feriti, dovuti all’aumento del traffico e a scontri laterali tra autoarticolati e vetture nel cambio di corsia, soprattutto nei tratti dove la viabilità diventa un imbuto. I tempi di percorrenza medi definiti dalla polizia municipale raccontano, dal quartiere di Pegli al centro, di una tempistica che va dai 30 ai 40 minuti per un tragitto di circa 15 chilometri, con picchi in aumento a seconda delle situazioni.

I DISAGI – I disagi estemporanei sono però nelle mani del destino, come quanto accaduto di ieri, quando un mezzo pesante ha perso il suo carico – un rotolo di laminato – su via Guido Rossa la principale direttrice che da Cornigliano porta verso il centro di Genova. E si tratta di intoppi che possono cambiare il destino del traffico in città e provocare, come accaduto, blocco del traffico per i ripristini e lunghe code da ponente in direzione centro, smaltite solo nel tardo pomeriggio.

I MEZZI PUBBLICI – Se il rientro in ufficio della maggior parte dei lavoratori e la ripartenza delle scuole non hanno provocato eccessivi disagi è perché molti pendolari si sono affidati ai mezzi pubblici. Il treno in particolare. Oltre ai super accessi alla metropolitana e ai bus rinforzati su tutta la città, i viaggiatori sono più che raddoppiati. “Gli abbonamenti settimanali sulle tratte liguri acquistati dal 1 al 17 settembre sono incrementati del +60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. E’ quanto si legge nei dati resi noti da Ferrovie dello Stato sull’accesso ai treni dopo il crollo di ponte Morandi da e per il capoluogo ligure. In risposta ai problemi di viabilità è in aumento il numero dei liguri che ha scelto di abbandonare il mezzo privato per utilizzare quello pubblico. “Il numero di viaggiatori complessivo – sottolinea Ferrovie – tra abbonamenti mensili, settimanali e di corsa semplice regionale o sovra regionale, nel mese di settembre e con riferimento al periodo dall’1 al 17, è aumentato del +10% rispetto al 2017”. Per far fronte ai problemi di mobilità e proprio dal primo giorno di riapertura delle scuole, sono stati aggiunti 4 treni sulla tratta Genova-Savona, due coppie che arrivano nel capoluogo ligure e rientrano, per colmare le fasce orarie a maggiore frequentazione. Dallo scorso weekend è inoltre aumentata l’offerta di treni tra Savona e Sestri Levante e negli ultimi giorni è stato attivato un convoglio del mattino che da Busalla, nell’entroterra della Val Polcevera, arriva fino alla stazione di Genova Piazza Principe, nell’orario più utilizzato dagli studenti.


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