Autunno in arrivo: ma l’equinozio è il 23  

Scritto da il 20 settembre 2018

Autunno in arrivo: ma l'equinozio è il 23

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 21/09/2018 20:56

L’autunno è in arrivo ma quest’anno l’equinozio cade domenica 23 settembre invece del 21 settembre. Il cambio scatta alle 3,54 ora italiana, quando i raggi del Sole saranno perpendicolari all’asse terrestre, segnando l’inizio dell’autunno astronomico. Insomma l’estate è ormai archiviata e l’Istituto Nazionale di Astrofisica spiega che “in astronomia, però, l’equinozio autunnale avviene in un momento ben preciso, in opposizione all’equinozio di primavera“. Un istante che “viene indicato come punto della bilancia o punto omega” spiega ancora l’Istituto su media.inaf.it

Infatti, se quest’anno l’equinozio primaverile è sembrato in anticipo sulla data, avvenendo il 20 marzo invece che il 21, l’equinozio autunnale se la prenderà più comoda, cadendo il 23 settembre invece dell’atteso 21. Andrea Longobardo, astronomo dell’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali dell’Inaf di Roma chiarisce il perché di questo ritardo: “Se l’asse terrestre fosse perpendicolare al piano orbitale, noi avremmo per tutto l’anno il giorno uguale alla notte, e quindi non ci sarebbero le stagioni. Poiché l’asse è inclinato sul piano orbitale, i raggi sono perpendicolari all’asse terrestre solo due volte l’anno, in due punti opposti dell’orbita”.

“Uno è l’equinozio di primavera, l’altro è l’equinozio di autunno che dovrebbe avvenire esattamente sei mesi dopo. In realtà, poiché nei mesi estivi la Terra è più lenta nel suo moto di rivoluzione, l’equinozio d’autunno ritarda un po’ e giunge il 23 settembre” prosegue l’astronomo dell’Inaf. Insomma, il ritardo non è dovuto a una Terra semplicemente più pigra nella seconda metà dell’anno, ma al suo moto di rivoluzione intorno al Sole che, sottolinea l’Inaf “come spiegato dalla seconda legge di Keplero, risulta leggermente più lento in prossimità dell’afelio terrestre, il punto della sua orbita in cui la Terra dista maggiormente dal Sole, posizione che il nostro pianeta ha occupato a luglio”.

Nel post di Matteo Boni, l’Inaf aggiunge ancora che “durante l’equinozio autunnale, nel suo moto apparente, il Sole scende dall’emisfero celeste boreale verso quello australe, in cui rimarrà fino al successivo equinozio, quando risalirà oltre l’equatore celeste”.

“Nonostante il nome equinozio, derivando da ‘notte uguale (al dì)’ , sembri indicare una giornata in cui il numero di ore di luce e quelle di buio siano esattamente identiche, non è così: in particolare, il giorno in cui si ha questo fenomeno non è quello in cui avviene l’equinozio, ma uno in sua prossimità” si legge ancora su mediainaf.it “Il giorno esatto in cui il dì e la notte hanno la stessa durata dipende dalla latitudine cui ci troviamo. Alle latitudini italiane, in particolare, la parità tra giorno e notte avverrà il 25 settembre sopra al 40° parallelo e il giorno seguente al di sotto dello stesso” conclude l’Inaf.


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