Rifiuti in spiaggia, ‘primato della plastica usa e getta’  

Scritto da il 20 settembre 2018

Rifiuti in spiaggia, 'primato della plastica usa e getta'

Pubblicato il: 21/09/2018 14:30

Cotton fioc, buste di plastica, bottiglie e tappi, materiali da imballaggio, polistirolo, retine di allevamenti di mitili, siringhe, resti di boe. Ma anche rifiuti come paraurti, copertoni, scaldabagni, materassi, ecc…. Il Wwf ha presentato oggi, presso il Salone Nautico di Genova, i dati del Tour Spiagge ‘Plastic Free’, una grande azione di conservazione ‘attiva’ collettiva, che si è svolta tra giugno e settembre con 41 località costiere italiane animate da eventi di pulizia.

Il Tour ha toccato spiagge e scogliere dal nord al sud del Paese coinvolgendo oltre 1.000 volontari di ogni età che hanno setacciato complessivamente oltre 20 chilometri di litorale. Coinvolgendo associazioni, enti, istituzioni locali, aziende, i volontari Wwf hanno eliminato tonnellate di rifiuti e fatto tornare allo stato naturale alcune tra le più belle spiagge italiane, dalle calette e spiagge sarde alle baie del litorale laziale, dalle scogliere calabresi alle lunghe spiagge dell’adriatico.

La gran parte dei rifiuti, secondo le analisi del Wwf, era composta da plastica usa e getta: al primo posto cotton fioc (in un singolo evento addirittura più di 4.000), e poi buste di plastica, bottiglie e tappi, materiali da imballaggio, polistirolo, retine degli allevamenti di mitili, siringhe, resti di boe. Non sono mancati i rifiuti speciali (paraurti di automobili, copertoni, scaldabagni, materassi, ecc…). La maggior parte, comunque, erano oggetti di uso comune, facilmente sostituibili con altri di lunga durata o realizzati con materiali biodegradabili.

“Sono almeno 7.000 le specie marine minacciate dalla plastica nel mondo, uccelli, mammiferi marini, tartarughe e altre specie restano intrappolate o ingeriscono la plastica – ha dichiarato la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi – È l’effetto dei nostri comportamenti, del nostro stile di vita e questo ci deve richiamare ad un’attenzione a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello del singolo cittadino. Il nostro impegno continuerà anche il prossimo anno e per questo abbiamo avviato anche l’attività di controllo e pulizia nei fondali, grazie ad una nuova rete di volontari subacquei“.

Il Wwf ha scelto, infatti, il Salone Nautico per presentare una nuova realtà di volontariato nata nell’ambito dell’Associazione, il gruppo specializzato Wwf Sub (Save Underwater Biodiversity) che ha già realizzato alcune operazioni di recupero di decine di metri di reti abbandonate svolte in collaborazione con la Guardia Costiera.

L’invito a liberare il Mediterraneo dalla plastica è stato lanciato anche alla comunità di diportisti per i quali il Wwf ha stilato uno speciale vademecum (scaricabile dal sito wwf.it), una Rosa dei Venti con 8 semplici consigli per orientarsi nella navigazione a vela o a motore con uno stile ‘plastic-free’: dalla cambusa dotata di contenitori di latta o riutilizzabili, al boccione con dispenser per l’acqua al posto delle bottiglie, dal riciclo delle vele all’uso di saponi senza microplastiche. E poi consigli sull’abbigliamento (no alle microfibre) e sulla navigazione durante la quale si invita ad assicurare in coperta tutti gli oggetti che purtroppo rischiano di volare in mare.

Il Wwf sta, poi, proseguendo la raccolta firme per la Petizione #plasticfree diretta al ministero dell’Ambiente con quattro richieste tra cui l’introduzione di una cauzione sugli imballaggi di plastica monouso. Finora la Petizione, presente anche su change.org ha raccolto oltre 352mila firme, ma l’obiettivo è raggiungerne 500mila entro l’anno.


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