Soldi a università, si cambia  

Scritto da il 20 settembre 2018

Soldi a università, si cambia

Foto di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 21/09/2018 15:45

Rivoluzione in arrivo per i fondi destinati alle università italiane. Il ministero dell’Istruzione ha definito (e cambiato) i criteri di riparto e assegnazioni, con i decreti del nuovo costo standard e del Fondo di finanziamento ordinario 2018, destinato alla copertura delle spese istituzionali, tra cui i costi di personale, e di funzionamento. Criteri che, rispetto al passato, garantiscono più risorse agli atenei che hanno un maggior numero di iscritti in condizioni economiche disagiate e sono più difficilmente raggiungibili a causa di trasporti meno efficienti.

Il decreto ministeriale 585/2018, all’articolo 4 (Perequazione del costo standard) prevede al punto 1 che “al fine di tenere conto dei differenti contesti economici e territoriali in cui ogni Università si trova ad operare, ai sensi dell’art. 12, comma 3, del Decreto Legge, al costo standard per studente in corso, viene aggiunto un importo di natura perequativa, di entità, per il triennio 2018-2020, determinata fino ad un massimo del 6,5 per cento rispetto al costo standard medio nazionale. L’importo perequativo viene determinato tenendo conto del reddito medio familiare della Regione ove ha sede l’Ateneo ponderato per un apposito coefficiente calcolato sulla base della capacità contributiva effettiva degli iscritti all’Ateneo, secondo quanto indicato nell’allegato 2 al presente decreto”. Al punto 2 che “al fine di tenere conto dei differenti contesti infrastrutturali in cui ogni Università si trova ad operare, all’importo di cui al comma 1, si aggiunge un ulteriore importo perequativo, entro il limite massimo del 6,5 per cento del costo standard medio nazionale, che tiene conto della diversa accessibilità di ogni Università in funzione della rete dei trasporti e dei collegamenti secondo quanto indicato nell’allegato 3 al presente decreto”.

Secondo una tabella del Sole 24 Ore, gli atenei che hanno visto la maggior crescita del costo standard sono l’università della Basilicata (8.722 euro per studente, +28,3% rispetto al 2017), di Reggio Calabria (8,330 euro, + 26,8%), di Cassino (6.796, + 26,3%), del Sannio Benevento (8.362, +24,4%), del Molise (7.886, +24,2), di Teramo (7.713, +21,6%) e di Macerata (5.546, +20,6%).


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