Whatsapp Casalino, è caos  

Scritto da il 22 settembre 2018

Whatsapp Casalino, è caos

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/09/2018 07:34

Blindato dai suoi. Blindato dal premier Conte. Difeso a spada tratta da Luigi Di Maio. Resta al suo posto Rocco Casalino, dopo l’audio nel quale il portavoce di Palazzo Chigi insulta e attacca i tecnici del ministero dell’Economia, accusati di fare ostruzionismo e di non riuscire a trovare le coperture per le misure della manovra. La “megavendetta” annunciata da Casalino nei confronti degli alti dirigenti del Tesoro scuote la giornata di sabato. “Sarà una cosa ai coltelli”, annuncia il portavoce nella registrazione inviata a due giornalisti dell’Huffington Post. E se “dovesse venir fuori che all’ultimo ci dicono ‘i soldi non li abbiamo trovati’ – promette Casalino – nel 2019 ci concentreremo a far fuori tutti questi pezzi di m…. del Mef”.

Frasi che fanno tremare i palazzi del potere. Ma attorno all’uomo forte della comunicazione Cinquestelle si fa quadrato. A partire dal premier Conte, che gli rinnova la sua “piena fiducia”. Il portavoce, dal canto suo, si difende: “La pubblicazione vìola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni”. Tornato dalla Cina, su Facebook Di Maio leva gli scudi: “Qualcuno in queste ore sta facendo la morale a Rocco Casalino – scrive il vicepremier – . I moralizzatori di oggi vorrebbero per caso asserire che non hanno mai ricevuto messaggi privati dai portavoce delle altre forze politiche? Vogliono per caso dire che non hanno mai rilanciato un retroscena sulla base degli spin degli uffici stampa?”.

Chi è Casalino, il ‘mastino’ dei Cinquestelle

Dalla Lega, Matteo Salvini liquida la vicenda con un “non mi appassionano gli audio rubati…”, mentre il suo braccio destro Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio lancia quello che sembra essere un velato avvertimento: “Dipende se il portavoce del premier ha il potere di cacciare i tecnici, non credo lo abbia… e poi – sottolinea – basta non avere il portavoce come non ce l’ho io”. In via Venti Settembre, nel frattempo, fonti del Mef assicurano che il ministro Tria esprime “piena fiducia ai dirigenti e alle strutture tecniche del Mef e apprezzamento per il lavoro che stanno svolgendo a sostegno dell’attuazione del programma di governo, come peraltro evidenziato dal presidente del Consiglio”.

Ma la polemica non si placa. Le opposizioni chiedono a gran voce la testa di Casalino. Attaccano per primi i dem: quelle del portavoce sono frasi “inaudite”, “indegne”, “di assoluta gravità politica”, che meriterebbero l’immediata “cacciata” del portavoce, definito “picchiatore che minaccia giornalisti e funzionari dello Stato”. Al coro di indignazione si unisce poi la voce di Forza Italia, per il quale “le minacce di Casalino” diventano “un fatto politicamente gravissimo” con un’eventuale “rilevanza penale”, che “dimostrano una concezione violenta del potere”. Il numero uno della comunicazione pentastellata usa in definitiva “parole da sicario”, che meriterebbero “dimissioni immediate” o, perlomeno, “scuse formali”. Contro Casalino tuonano i Verdi, Leu, e i sindacati. Ma il portavoce, ribadiscono da Palazzo Chigi, non si tocca.


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