Arancia meccanica a Lanciano, 3 arresti  

Scritto da il 25 settembre 2018

Arancia meccanica a Lanciano, 3 arresti

(Fotogramma)

Pubblicato il: 26/09/2018 10:40

Tre fermi per la cruenta rapina – stile ‘Arancia meccanica’ – avvenuta a Lanciano nella villa di Carlo Martelli e Niva Bazzan. Secondo gli investigatori, i tre, romeni, potrebbero costituire il braccio operativo della banda, mentre si sta stringendo il cerchio attorno a una quarta persona, un italiano, che potrebbe essere la mente a capo del sodalizio. A imprimere la svolta alle indagini sarebbe stata la testimonianza di una delle vittime di precedenti colpi della banda.

Nel corso della brutale rapina Martelli, chirurgo cardiovascolare in pensione, è stato massacrato di botte e alla moglie è stato tagliato il lobo dell’orecchio destro. Drammatica la testimonianza del medico. “A ogni domanda mi dava un cazzotto – ha detto in un’intervista al ‘Tg1’ – Poi ha tagliato l’orecchio di mia moglie e non ho capito più niente. Ero convinto che c’avrebbero ammazzato tutti e due”. “Sono stato massacrato, poi sbattuto a terra e legato mani e piedi tipo incaprettatura – ha raccontato – Mia moglie è stata presa e portata via, l’hanno legata. Mi dicevano ‘o ci dice dove sta la cassaforte o la tagliamo a pezzi'”.

La coppia è stata ricoverata all’ospedale Renzetti di Lanciano. “È stato il più cattivo dei quattro a tagliarmi l’orecchio – ha raccontato Niva Bazzan al ‘Corriere’ – quello che parlava bene l’italiano, non ha avuto nessuna pietà, era molto arrabbiato, continuava a chiedere della cassaforte, diceva che loro sapevano tutto di noi. Vi uccido, vi uccido, continuava a dire. In mano aveva un coltello affilatissimo con la lama a mezzaluna e il manico di legno. Lo ricordo bene, purtroppo…”. “Io non ci volevo credere, dentro di me pensavo: questo è un film e noi ci siamo dentro – ha detto la signora Bazzan – Qui va a finire che ci ammazzano. Più che rabbia, però, provavo dispiacere, sia per noi che per i quattro della banda, non riuscivo a spiegarmi perché tanta violenza inutile. Al momento del taglio però non mi sono accorta di niente, non ho provato dolore, soltanto dopo quando ho visto il sangue ho capito…”.


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