“Mica sono pazza”, lo sfogo di Nadia Toffa  

Scritto da il 25 settembre 2018

Mica sono pazza, lo sfogo di Nadia Toffa

(Fotogramma)

Pubblicato il: 26/09/2018 09:41

Un post lunghissimo contro chi nei giorni scorsi si è scagliato contro di lei. Nadia Toffa dice la sua e sui social mette a tacere le polemiche suscitate in rete dalla pubblicazione del libro, ‘Fiorire d’inverno’, in cui la ‘Iena’ racconta come è riuscita a “trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono”.

“Gli webeti proprio perché ebeti continuano a ridere della parola dono – scrive Toffa -. Non ho mai sostenuto di essere fortunata ad avere il cancro. Sono pazza secondo voi?! Probabilmente chi non capisce e ride per fortuna sua non è mai entrato in un reparto di oncologia pediatrica. I bambini lì sorridono e ridono non perché felici né perché si sentono fortunati di avere il cancro ma perché hanno spirito di sopravvivenza e sanno che la vita continua nonostante la malattia e così i loro genitori che sono con loro a sostenerli ogni giorno cercando di portategli allegria. Sono scemi? O si sono trovati in quella situazione e cercano di sopravvivere?! Chiedetevelo davvero!”

“Il cancro è un dono per loro? – prosegue – Avessero potuto scegliere cosa avrebbero deciso per i loro figli? Quel destino infame? Ne sono felici? O Provano solo a essere sereni per dare coraggio ai loro piccoli. Tra l’altro sono gli stessi psicologi e medici a dire che un atteggiamento positivo aiuta. Motivo per cui esiste la clownterapia”.

“Fin dall’esordio della mia malattia – spiega Toffa – ho sostenuto che l’unica speranza che abbiamo contro il tumore è la medicina. Con radio e chemio, uniche cure esistenti. Magari con la forza di volontà si potesse guarire…non è ovviamente così Ma di certo un atteggiamento positivo aiuta e questo lo dice la scienza non la sottoscritta. Dunque imparate a non giudicare e fatevi un giro negli ospedali o a casa dei malati oncologici. Non c’è un funerale in corso perché le persone sono ancora vive e sono felici di esserlo e così le persone che li assistono ovviamente, con dolore e strazio ma con resilienza. Non credo sia difficile provare a immedesimarsi. Provateci anche per poco”.

E ancora: “Sono stata in zone di guerra, in Iraq per la precisione e dove esplodono le bombe e i bambini giocano a pallone – sottolinea la ‘iena’ -. E le mamme preparano il tè. La vita è più forte e sono convinta che quei bambini che giocano non offendono i soldati e nemmeno quelle mamme che preparano da mangiare ai loro figli. Così come i bimbi dei reparti d’ospedale che ridono non offendono i medici. È solo la vita che continua a scorrergli nelle vene. È semmai una manna dal cielo. Ognuno è libero di vivere la malattia come crede ovviamente. Massima libertà e rispetto da parte mia”.

“Criticare però chi non sospende la vita per continuare a vivere nonostante il cancro non perdendo nemmeno un istante onsiderandolo prezioso è solo molto superficiale e mediocre – tuona Toffa – dimostra tanta superficialità. Sapete, a volte credi di volare alto tra le aquile e invece ti guardi intorno e ti accorgi di essere in piazza San Marco tra i piccioni. Mamma che tristezza e amarezza mi viene. Solidale con tutti i malati che continuano a vivere. Non mollate! Non siete soli. Forza e coraggio. Non diamogliela vinta in partenza. Proviamo a vincere”.


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Pubblicato il: 26/09/2018 09:41

Un post lunghissimo contro chi nei giorni scorsi si è scagliato contro di lei. Nadia Toffa dice la sua e sui social mette a tacere le polemiche suscitate in rete dalla pubblicazione del libro, ‘Fiorire d’inverno’, in cui la ‘Iena’ racconta come è riuscita a “trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono”.

“Gli webeti proprio perché ebeti continuano a ridere della parola dono – scrive Toffa -. Non ho mai sostenuto di essere fortunata ad avere il cancro. Sono pazza secondo voi?! Probabilmente chi non capisce e ride per fortuna sua non è mai entrato in un reparto di oncologia pediatrica. I bambini lì sorridono e ridono non perché felici né perché si sentono fortunati di avere il cancro ma perché hanno spirito di sopravvivenza e sanno che la vita continua nonostante la malattia e così i loro genitori che sono con loro a sostenerli ogni giorno cercando di portategli allegria. Sono scemi? O si sono trovati in quella situazione e cercano di sopravvivere?! Chiedetevelo davvero!”

“Il cancro è un dono per loro? – prosegue – Avessero potuto scegliere cosa avrebbero deciso per i loro figli? Quel destino infame? Ne sono felici? O Provano solo a essere sereni per dare coraggio ai loro piccoli. Tra l’altro sono gli stessi psicologi e medici a dire che un atteggiamento positivo aiuta. Motivo per cui esiste la clownterapia”.

“Fin dall’esordio della mia malattia – spiega Toffa – ho sostenuto che l’unica speranza che abbiamo contro il tumore è la medicina. Con radio e chemio, uniche cure esistenti. Magari con la forza di volontà si potesse guarire…non è ovviamente così Ma di certo un atteggiamento positivo aiuta e questo lo dice la scienza non la sottoscritta. Dunque imparate a non giudicare e fatevi un giro negli ospedali o a casa dei malati oncologici. Non c’è un funerale in corso perché le persone sono ancora vive e sono felici di esserlo e così le persone che li assistono ovviamente, con dolore e strazio ma con resilienza. Non credo sia difficile provare a immedesimarsi. Provateci anche per poco”.

E ancora: “Sono stata in zone di guerra, in Iraq per la precisione e dove esplodono le bombe e i bambini giocano a pallone – sottolinea la ‘iena’ -. E le mamme preparano il tè. La vita è più forte e sono convinta che quei bambini che giocano non offendono i soldati e nemmeno quelle mamme che preparano da mangiare ai loro figli. Così come i bimbi dei reparti d’ospedale che ridono non offendono i medici. È solo la vita che continua a scorrergli nelle vene. È semmai una manna dal cielo. Ognuno è libero di vivere la malattia come crede ovviamente. Massima libertà e rispetto da parte mia”.

“Criticare però chi non sospende la vita per continuare a vivere nonostante il cancro non perdendo nemmeno un istante onsiderandolo prezioso è solo molto superficiale e mediocre – tuona Toffa – dimostra tanta superficialità. Sapete, a volte credi di volare alto tra le aquile e invece ti guardi intorno e ti accorgi di essere in piazza San Marco tra i piccioni. Mamma che tristezza e amarezza mi viene. Solidale con tutti i malati che continuano a vivere. Non mollate! Non siete soli. Forza e coraggio. Non diamogliela vinta in partenza. Proviamo a vincere”.


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