Statali, concorsi e contratti  

Scritto da il 26 settembre 2018

Statali, concorsi e contratti

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 27/09/2018 06:58

Arriva la ‘formula Bongiorno’ per la pubblica amministrazione: semplificazione, digitalizzazione, concorsi e assunzioni mirate. E’ quanto ha annunciato il ministro della Pa, dopo un’audizione davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro di Camera e Senato. Gli attesi fabbisogni per le amministrazioni centrali “sono arrivati” al Dipartimento della Funzione pubblica e “siamo pronti con le prime assunzioni“. E ci sono anche i fabbisogni di ministeri e forze dell’ordine.

L’obiettivo “è un concorso all’anno” e arriverà un decreto per la semplificazione dei concorsi stessi: “Basta con gli idonei” ha sottolineato il ministro. Stop, quindi, al metodo che vuole che si facciano “i concorsi e praticamente li vincono tutti”. Ci saranno poi “assunzioni mirate” per “esperti in digitalizzazione e semplificazione delle procedure: due categorie che nel mio provvedimento dovranno avere la priorità”, ha aggiunto, perché “se non semplifico non posso digitalizzare”.

“La semplificazione è fondamentale” ha continuato il ministro e, “siccome c’è fretta” di assumere per il ricambio generazionale nella Pa, Bongiorno ha reso noto di procedere per le assunzioni “con il metodo Scia: prima assumo poi controllo. Una procedura semplificata”. Per il ministro, la “pubblica amministrazione è al collasso perché mancano certe figure specifiche”.

Del resto, ha ricordato, “è falso dire che non serve assumere: non è vero che abbiamo dipendenti pubblici in esubero, ne abbiamo meno di altri Paesi europei e siamo fanalino di coda a livello generazionale, non ne abbiamo a sufficienza sotto ai 34 anni. L’età media è 52 anni, la mia età – ha aggiunto Bongiorno – il dirigente medio ha 57 anni; allora è gravissimo continuare così con assett che vanno crollando”.

Sulla autenticazione biometrica, con iride, impronte digitali, riconoscimento facciale “ci sono dati positivi da alcune amministrazioni che l’hanno introdotta in via sperimentale, senza alcuna legge. Credo che il tipo di autenticazione che faremo noi sarà l’impronta digitale che è quella che costa di meno”.

Infine, ha detto il ministro, “vorrei fare una digitalizzazione seria: in Gran Bretagna l’hanno fatta in 10 anni. Spero di portare risultati concreti ma non è detto che riusciremo in questo mandato. Faremo un percorso significativo e bello, non è detto che sarà concluso”.


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