Deficit, Moscovici avverte l’Italia  

Scritto da il 27 settembre 2018

Deficit, Moscovici avverte l'Italia

(Fotogramma)

Pubblicato il: 28/09/2018 11:37

“Continueremo il dialogo con il governo italiano, dicendo loro ancora che rispettare le regole non è per noi, ma per loro, perché quando un Paese si indebita, si impoverisce“. E’ quanto ha sostenuto stamani alla tv francese Bfm il commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, all’indomani dell’approvazione della nota di aggiornamento al Def da parte del Cdm che estende al 2,4% il rapporto deficit/Pil. La manovra di bilancio dell’Italia, per come si profila dal documento finanziario, “ora pare essere ‘fuori dalle strisce’ delle nostre regole comuni – ha detto Moscovici – E’ un bilancio in cui l’Italia, che ha un debito al 132%, sceglie l’espansione e il rilancio”.

“Non ho niente contro gli italiani – ha continuato il commissario Ue – ma si possono benissimo fare delle misure sociali, riducendo il deficit. Come? Facendo delle scelte, tagliando spese che non sono efficaci, e ce ne sono. E aumentando le spese che preparano l’avvenire, che sono per la giustizia sociale. Non mi pronuncio sul contenuto del bilancio italiano, ma ci sono delle regole”. “L’Italia – ha proseguito Moscovici – è la culla della democrazia, ma c’è una frase latina che dice ‘pacta sunt servanda’. Le regole vanno rispettate e non sono regole stupide: hanno un obiettivo comune a tutta la zona euro. Se il debito pubblico aumenta, allora creiamo una situazione instabile nel momento in cui la congiuntura cambia”.

Non abbiamo interesse ad una crisi tra la Commissione e l’Italia – ha poi chiarito Moscovici – Nessuno ha interesse a una cosa del genere, perché l’Italia è un Paese importante della zona euro. Ma non abbiamo nemmeno interesse a che l’Italia non rispetti le regole e che non riduca il suo debito pubblico, che resta esplosivo”. “Ci sono delle regole – ha ribadito – le regole devono fare in modo che il debito pubblico non aumenti. Dunque, ora ci sono delle procedure. Il 15 ottobre il bilancio italiano arriverà nel mio ufficio e i miei servizi lo valuteranno. E poi, dopo il 15 ottobre, risponderemo.

Ci sono diverse possibilità – ha spiegato Moscovici – la prima è dire ok, va bene; la seconda è chiedere delle correzioni e la terza è che proprio non va, e il bilancio viene respinto. E’ una possibilità prevista dai testi, che non si è mai verificata”, ha sottolineato infine. Le sanzioni da irrogare all’Italia in caso di bocciatura della Manovra, “sono possibili, sono previste nei trattati”, ha ribadito Moscovici, ma “è una cosa che prende molto tempo – ha aggiunto – non sono nello spirito delle sanzioni, non lo sono mai stato. Non sono un burocrate”.

Parole commentate a stretto giro dal vicepremier Di Maio. “Considero l’intervento di Moscovici interlocutorio – ha sostenuto il leader M5S a margine del convegno su Huawei su 5G – Le preoccupazioni sono legittime ma il Governo si è impegnato a mantenere il 2,4% per tre anni e vi posso assicurare che ripagheremo il debito, e il debito scenderà”. Se l’Ue dovesse bocciare la manovra “noi tiriamo avanti“, ha invece assicurato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine del Comitato per la sicurezza in prefettura a Milano, “pensiamo di lavorare bene per la crescita del paese e per ridare fiducia, speranza, energia e lavoro. E quindi – ha concluso – sono felice di quello che abbiamo fatto in questi quattro mesi e di quello che faremo nei prossimi quattro anni”.


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