Di Maio e il monito a Salvini: “Zero garanzie a Silvio”  

Scritto da il 30 settembre 2018

Di Maio e il monito a Salvini: Zero garanzie a Silvio

(Fotogramma)

Pubblicato il: 01/10/2018 08:03

Non solo “terrorismo mediatico sullo spread”. Dopo lo sfogo sul Blog delle Stelle e su Facebook contro l’opposizione “e il loro giornali”, ospite ieri sera di Massimo Giletti su La7, il vicepremier Luigi Di Maio ha assicurato ancora una volta la stabilità del governo giallo-verde, ha negato con forza ogni rottura con Tria e, soprattutto, ha lanciato un messaggio al collega del Viminale a pochi giorni dall’accordo Lega-Forza Italia sulla Rai: per Berlusconi nessuna garanzia.

Matteo Salvini, ha detto parlando a ‘Non è l’Arena’ di editoria e telecomunicazioni – deleghe che il M5S si è riservato – “sa che una cosa che non mi deve mai chiedere sono le garanzie per Berlusconi” perché “non ci sono garanzie da dare, altrimenti facciamo come quelli di prima”.

DEF – “Mi sento fare la morale da quei signori lì… Si sta facendo un deficit che non è difforme da quelli precedenti, ma con una differenza: quelli lo facevano per le banche, noi per i cittadini”, ha puntualizzato Di Maio tornando sulle critiche dell’opposizione sulla Legge di Bilancio. E su una presunta rottura con il ministro Tria sul Def, il ministro risponde: “Noi siamo una grande squadra che finché resta unita farà sempre grandi cose. Per la prima volta dopo tanti anni ha messo al centro del tavolo non i numeri ma i cittadini”. A Tria “nessuno ha mai chiesto di dimettersi”, ha sottolineato Di Maio, aggiungendo: “Abbiamo fatto più riunioni in questi mesi e avevamo sempre chiesto a Tria di fare più scenari”.

RAI – “Gli italiani non possono pagare il canone per una Rai in queste condizioni”, ha poi affermato Di Maio. Parlando del neopresidente Marcello Foa, il vicepremier ha spiegato che “nessuno potrà mai dire che si tratta di un giornalista della Lega perché ha una storia personale prima della Lega e prima di questo governo”. E lo stesso, ha aggiunto, si può dire dell’ad Fabrizio Salini. “Abbiamo visto i curriculum”, ha tenuto a puntualizzare. “Rimettere in moto la Rai è una sfida epocale – ha sottolineato il capo politico del M5s -. E la dovranno combattere non solo Foa e Salini ma anche noi politici, mantenendo le mani il più lontano possibile dal servizio pubblico”, anche se, ha aggiunto Di Maio, “non è sempre il politico che va alla ricerca di qualcuno in Rai, a volte capita anche l’inverso”.

TECNOCRATI – “Sappiamo tutti che ci sono tecnocrati che ci remano contro, ma questo vale per tutti i ministeri, non solo per il Mef”, ha detto, spiegando che la “legge ha dato troppi poteri alla macchina burocratica”.

CASALINO – Parlando del caso dell’audio di Casalino, Di Maio ha spiegato che “l’establishment dice ‘vergogna’” ma ad ascoltare la gente per strada Casalino “ha detto quello che tutti pensavano”.

IL BALCONE DEL POPOLO – “Dopo tanti anni in quel palazzo del popolo si è vista una manovra del popolo… Si ha diritto di festeggiare, di esultare”, spiega il ministro a una domanda di Giletti sul ‘caso’ dell’esultanza sul balcone dopo il Def. “Sono i ministri felici di aver compiuto una promessa fatta agli italiani – ha aggiunto Di Maio – Può essere una cosa che non tutti condividono… ma per tanti anni a quel balcone si sono affacciati gli aguzzini del popolo italiano”.

VITALIZI – “Lei è stato cacciato dalla Rai perché parlava di vitalizi e questa cosa non andava giù a chi prendeva il vitalizio. Questo luglio la Camera li ha aboliti”, ha detto Di Maio rivolgendosi a Giletti, che ha così replicato: “Ma le risulta? Perché a me non l’hanno detto, a me al settimo piano hanno detto che dovevo fare il varietà…”.


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