Al via SingularityU Summit Italia  

Scritto da il 1 ottobre 2018

Al via SingularityU Summit Italia

(Fotolia)

Pubblicato il: 02/10/2018 13:58

Comprendere la tecnologia e i suoi sviluppi per poterli vivere e conoscere senza esserne sopraffatti. Questa la grande missione del summit organizzato a Milano da Singularity University, giunto alla seconda edizione. L’obiettivo della grande community mondiale, che organizza questo eventi in tutto il mondo, è aiutare le aziende italiane a capire quale strada stia prendendo lo sviluppo tecnologico in modo da portare una crescita economica ma anche culturale nel proprio paese.

Due giorni in cui verranno spiegate quelle che sono le nuove avanguardie a livello mondiale, aiutando ad applicarle per fare business. Sono attese oltre mille persone nelle due giornate provenienti da 450 aziende tutte italiane.

SingularityU ha deciso di puntare fortemente sull’Italia, tanto da aprire la prima sede nel nostro paese. Il direttore della costola italiana di Singularity, David Orban, spiega all’Adnkronos il perché della scelta: “Quella italiana è una delle economie più importanti al mondo. E’ vero che in questo momento sta vivendo diverse tensioni a livello sociale ed economico, ma tutto è in cambiamento e noi non possiamo mai fermarci. Noi arriviamo in Italia per acquisire la mentalità che ci permetta di capire quali siano i fenomeni del prossimo cambiamento. L’Italia al momento occupa le ultime posizioni a livello di avanguardia tecnologica; questo però non deve spaventare ma spronare per risalire la classifica e anche diventare apripista nell’innovazione. E solo una questione di volontà”.

Singularity proverà a far capire come la tecnologia cambierà la terra e il clima, come si adatteranno ad essa la società e la vita di tutti i giorni, come anche il mondo del business verrà modificato. Particolarità di questa edizione è un incontro riservato agli over 60, che possono così approcciarsi alle nuove tecnologie.

SingularityU, che presto organizzerà questo tipo di incontri anche in altre città italiane come Roma e Venezia, vuole lasciare il segno nelle persone già presenti, mettendo nel mirino anche tutte le altre realtà italiane che ancora non sanno di avere bisogno di loro, come spiega il managing director Diego Gil: “Chi è qua racconta cosa spieghiamo ed è il nostro primo ambasciatore. Adesso andremo da tutti coloro che ancora non ci conoscono”. Una ambizione che coniuga il lato business con quello umanitario, sottolinea ancora Orban: “Non c’è limite di passione per chi vuole usare la conoscenza e la cultura per fare del bene. Vogliamo cogliere i meccanismi di cambiamento che possono servire a tutto il mondo“.


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