Beni culturali: il Fai ‘svela’ 660 tesori per le Giornate d’Autunno  

Scritto da il 2 ottobre 2018

Il Fai 'svela' 660 tesori per le Giornate d'Autunno

Il treno presidenziale, uno dei 660 ‘luoghi’ normalmente inaccessibili che potranno essere visitati durante le Giornate Fai d’Autunno

Pubblicato il: 03/10/2018 16:48

Dall’Ala Mazzoniana al bunker della stazione Termini di Roma. Dal Palazzo dell’Aeronautica sempre a Roma alla villa Domiziana di Sabaudia, passando per capolavori poco conosciuti e inaccessibili come il Giardino e l’ipogeo di Babuk a Napoli, il Real Orto Botanico della città partenopea, il teatro Margherita di Bari e il percorso dei Murazzi del Po a Torino. Senza dimenticare la Certosa di Parma, le Biblioteche riunite ‘Civica e A. Ursino Recupero’ di Catania, il Palazzo Edison e la Torre della Fondazione Prada a Milano. Il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, svela i suoi tesori: per le Giornate d’Autunno, in programma il 13 e il 14 ottobre, aprirà al pubblico 660 luoghi in 250 città dal Nord al Sud d’Italia.

‘Tesori’ di solito non visitabili o poco valorizzati tra palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche diffusi su tutto il territorio nazionale, in cui si potrà accedere guidati da un ‘esercito’ di 3.800 volontari del Fai, per lo più giovani, che accompagneranno il pubblico attraverso l’itinerario di visita al ‘prezzo’ di un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro. Obiettivo del Fai, infatti, è quello di sostenere con queste aperture speciali la campagna di raccolta fondi e di iscrizione all’organizzazione, ‘Ricordati di salvare l’Italia‘ attiva fino al 31 ottobre.

‘Salvare’ il patrimonio culturale italiano, ha spiegato il presidente del Fai, Andrea Carandini, corrisponde a “mantenere” i luoghi, i paesaggi e i monumenti. “Cinque sono, ad avviso del Fai, le virtù della manutenzione: la consapevolezza, l’osservazione, la pianificazione, la perseveranza e la lungimiranza”, ha aggiunto Carandini che ha poi sottolineato: “Per un’attenta e capillare manutenzione dei propri beni il Fai spende un milione e mezzo di euro all’anno”.

“La manutenzione – ha osservato il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli – è un pezzo di qualcosa che si chiama prevenzione”. Un’attività “che non fa notizia. E’ difficile finire sui giornali quando si fa prevenzione. E’ un lavoro che dà poca visibilità ma è estremamente importante. Penso che sia arrivato il momento, per il nostro Paese, di fare un esame di coscienza e di vedere se in passato abbiamo fatto del nostro meglio e se sono state impiegate le risorse sufficienti. Risorse che vanno date ai soggetti giusti”.

In questo quadro, per il ministro, il Fai è una di quelle organizzazioni “che aiutano lo Stato a fare un pochino di più rispetto a quello che normalmente riusce a fare. E’ una cosa positiva. Dobbiamo ragionare su quale sia il modo migliore di fare lavorare insieme l’ambito pubblico con le istituzioni che non ne fanno parte. Questo sarà per noi oggetto di studio per far sì che soggetti come il Fai possano aiutare l’intera gestione del patrimonio culturale rendendola più efficace”.

Nel dettaglio, tra le ‘chicche’ che potranno essere visitate, a Roma c’è dunque il bunker sotto la stazione Termini, una cabina di comando fatta costruire da Mussolini nel 1936 in previsione della Seconda Guerra Mondiale. Era di fatto un rifugio per i ferrovieri nel caso di bombardamenti. Sempre a Roma c’è da ammirare anche il il treno presidenziale realizzato tra il 1947 e il 1948 dalle Officine Fs di Prato e di Voghera restaurando e riallestendo 9 delle 12 vetture che già avevano composto il treno reale costruito tra il 1928 e il 1933 per le necessità di Casa Savoia.

A Venezia, inoltre, porte aperte a Ca’ Dolfin, sede dell’Università Ca’ Foscari, un palazzo costruito nel XVI secolo su fondazioni risalenti al IX. A Savona aprirà il carcere Sant’Agostino situato nel centro di Savona. Un complesso in cui nella seconda metà del Trecento furono eretti la chiesa e il Convento di Sant’Agostino. A seguito della soppressione degli ordini monastici, operata dalle leggi napoleoniche, il convento divenne un carcere giudiziario che nel tempo ha ‘ospitato’ personalità illustri della lotta antifascista come Ferruccio Parri, Carlo Rosselli e Sandro Pertini. Un luogo chiuso nel 2016 e ora visibile grazie al Fai.


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