Migranti: sindaco Lampedusa, non è vero che sbarchi sono finiti ma si vuole il silenzio  

Scritto da il 2 ottobre 2018

Pubblicato il: 03/10/2018 11:09

“Non si può continuare a ripetere che in Italia il problema degli sbarchi è finito e che tutto è stato risolto”. E’ la denuncia di Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, durante la commemorazione delle 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013. “Gli italiani si convincono poi che è così – dice Martello – invece poi, stando a Lampedusa, si scopre che il porto dell’isola è aperto perché attraccano direttamente al porto. Mi chiedo perché raccontare cose non vere? Perché informare la gente di cose che non ci sono? Perché tentare di cancellare la memoria e il ricordo?”.

E poi attacca il Governo nazionale che non ha finanziato il viaggio di alcuni studenti sull’isola. “Ecco perché non vogliono che i ragazzi vengano a Lampedusa, il nostro appello è fare veicolare le idee nelle scuole, nei giovani – dice ancora Martello – Non si può mettere il bavaglio per raccontare le cose come sono, si vogliono cancellare i morti di Lampedusa. E possibilmente anche la nostra esistenza, perché Lampedusa è scomoda al potere politico”. E aggiunge: “Se il Parlamento italiano ha votato questo benedetto giorno della memoria allora perché non celebrarlo? Non è reato, invece lo vogliono fare diventare un reato, rispettare un giorno approvato dal Parlamento”.

E lancia un appello: “Perché l’Europa non può riconoscere il giorno della memoria per tutta l’Europa? Il messaggio che deve uscire è uno: Il ricordo non si può cancellare”.


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