Tria: “Non faremo saltare i conti”  

Scritto da il 2 ottobre 2018

Tria: Non faremo saltare i conti

(Foto Adnkronos/Foto di repertorio)

Pubblicato il: 03/10/2018 13:51

Con lo scostamento del deficit 2018 dagli impegni Ue “non mi pare che si possa delineare un governo da finanza allegra o che dia spazio per far saltare i conti pubblici“. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, durante il convegno del Centro studi di Confindustria, parla della decisione del governo di fissare l’asticella del rapporto deficit/Pil al 2,4. Un valore che, assicura il ministro, scenderà già a partire dal 2020. “Nel 2019 ci sarà una scostamento dagli impegni di riduzione del deficit presi con l’Ue e poi negli anni successivi ci sarà una graduale riduzione“, ha spiegato Tria, sostenendo che “nella manovra c’è una forte gradualità. Le promesse andranno nel corso della legislatura”.

Abbiamo bisogno di una crescita vigorosa“, ha proseguito Tria, “serve un mutamento profondo della strategia economica di bilancio del governo” e entrare “in uno stabile sentiero di riduzione del debito”. Al Paese serve una “strategia di politica economica diretta a conseguire una crescita più sostenuta e ridurre il gap di crescita che l’Italia ha avuto con il resto di Europa nell’ultimo decennio”, ha ribadito il ministro, sottolineando che serve “uno stimolo di crescita endogeno, con un mutamento profondo delle strategie economiche e di bilancio” rispetto al passato. In questa cornice “un rilancio degli investimenti è una componente cruciale”.

La politica economica del governo punta a “eliminare entro due anni il divario di crescita rispetto all’Europa e di assicurare al contempo una riduzione costante del rapporto debito-Pil”, ha chiarito Tria, sostenendo che “gli squilibri macroeconomici dei paesi membri devono essere corretti in modo simmetrico, coinvolgendo maggiormente i paesi che al momento presentano elevati surplus di partite correnti e di bilancio”. “Le distorsioni degli attuali meccanismi di sorveglianza multilaterale e delle regole di bilancio vanno superate – ha sottolineato – al fine di debellare le pressioni deflazionistiche ancora oggi evidenti in alcuni paesi membri e ripristinare un clima di ottimismo nelle prospettive dell’Europa”.

Per il governo assume “importanza fondamentale la riduzione del debito pubblico”, ha ribadito infine il ministro dell’Economia, parlando di un nodo che “va affrontato, indipendentemente dai vincoli, per liberare spazi di bilancio” anche per le riforme fiscali. Il governo punta “nei prossimi tre anni ad altri 15 miliardi addizionali d’investimenti pubblici” oltre quelli già stanziati, ha sottolineato, in quanto gli “investimenti pubblici sono cruciali” per rilanciare la competitività del paese e dunque “è necessario riportarli a livelli pre-crisi”. Inoltre, secondo Tria il rispetto dell’avvio delle promesse elettorali richiede “un fortissimo taglio di spending review“.


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