Sostenibilità in salita per le città italiane, 5 semafori ‘verdi’ su 17  

Scritto da il 3 ottobre 2018

Sostenibilità in salita per le città italiane, 5 semafori 'verdi' su 17

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Pubblicato il: 04/10/2018 14:21

Solo 5 ‘verdi’ contro i 12 ‘rossi’. Il ‘verde’ indica che si è sulla buona strada per raggiungere l’Obiettivo; il ‘giallo’ che la valutazione è incerta; il ‘rosso’ che la condizione è negativa o divergente rispetto all’obiettivo. Questo il metodo impiegato nel Rapporto Asvis 2018 per valutare il posizionamento delle città rispetto ai principali obiettivi della declinazione urbana degli SDGs, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, contenuta nel documento [email protected] ‘L’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile. Obiettivi e proposte’.

Sono stati presi in esame 17 indicatori. Solo per cinque di essi – si legge nel report – l’andamento è positivo (cioè verde): si tratta della povertà (Obiettivo 1); delle abitazioni (Target 11.1); dell’energia (Obiettivo 7); della raccolta differenziata dei rifiuti (Obiettivo 12) e della sicurezza (Obiettivo 16).

“Da segnalare – continua il documento – che nel caso della povertà (misurata in termini di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale), le città mostrano un andamento più favorevole rispetto a quello medio nazionale (decisamente negativo) in quanto tra il 2015 e il 2016 si è registrato un aumento del numero di persone in queste condizioni nelle aree meno densamente popolate o rurali, mentre per la qualità delle abitazioni, la raccolta differenziata dei rifiuti e la sicurezza l’andamento appare coerente con quello nazionale”.

Secondo il rapporto, per 12 obiettivi l’andamento è negativo (rosso). Nel dettaglio, per l’abbandono scolastico (Target 4.1) e i laureati (Target 4.3) si è registrato un andamento positivo rispetto all’anno precedente come a livello nazionale, ma tale tendenza non appare sufficiente per raggiungere gli obiettivi della Strategia Europa 2020 (abbandono scolastico al di sotto del 10% e 40% di laureati nella fascia d’età 30-34 anni), e nemmeno prendendo il 2025 (invece che il 2020) come anno di riferimento.

Inoltre, per la parità di genere, misurata dal differenziale del tasso di occupazione 20-64 anni tra uomini e donne (Obiettivo 5), l’acqua, percentuale di dispersione nelle reti idriche (Obiettivo 6), occupazione (Obiettivo 8), uso di Internet (Target 9.c), mobilità (Target 11.2), consumo di suolo (Target 11.3 e 15.3), cultura (Target 11.4), qualità dell’aria (Target 11.6) e verde (Target 11.7) l’andamento negativo appare coerente con quello nazionale.

Il report di ASviS cita, poi, l’Italian SDGs City Index (indice sintetico sulla sostenibilità dei Comuni capoluogo di Provincia) realizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem) e Sdsn Italia, l’hub nazionale dello United Nations Sustainable Development Solutions Network. Basandosi sulla metodologia già utilizzata per l’elaborazione del Global Sdg Index e dello US City Index, l’indice italiano mostra che, fissando al 100% il pieno raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Onu, mediamente le città italiane hanno raggiunto un valore pari al 53%. In particolare, nessuna città ha raggiunto più dell’80% della sostenibilità complessiva come, d’altra parte, nessuna si trova in una condizione di ‘piena insostenibilità’, cioè al di sotto del 20%.


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