Ambiente: Legambiente, tre rifiuti ogni mq nei parchi urbani  

Scritto da il 4 ottobre 2018

Park Litter, tre rifiuti ogni metro quadrato

(Legambiente)

Pubblicato il: 05/10/2018 14:48

Sono oltre 23mila, per la precisione 23.096, i rifiuti raccolti e catalogati da Legambiente in 71 parchi pubblici italiani, per un totale di 7.400 mq. Una media nazionale di tre rifiuti ogni metro quadrato monitorato. È quanto emerge dalla prima indagine nazionale ‘Park Litter 2018’ sui rifiuti nelle aree verdi urbane realizzata, nell’ambito della campagna Puliamo il Mondo, da Legambiente in 71 parchi pubblici, medio-piccoli, di 19 Regioni italiane (manca all’appello solo la Liguria).

Negli spazi verdi presi in esame sono stati effettuati 74 transetti di monitoraggio di 100m2 ciascuno, per un totale di 7.400 mq, un’area pari a quasi 6 piscine olimpioniche. In azione, tra agosto e settembre, 320 volontari di Legambiente.

A farla da padrone, nonostante dal 2016 vi sia una legge che vieti di gettarli per terra e che preveda sanzioni pecuniarie dai 30 ai 300 euro, ci sono i mozziconi di sigaretta che rappresentano il 37% dei rifiuti raccolti (8.741 su 23.096 totali), seguiti da frammenti di carta (1.980, il 9%), tappi di bottiglie/linguette di lattine in metallo (1.576, il 7%) e frammenti di plastica (1.490, il 6%).

La plastica si conferma il materiale più trovato: dalla spiaggia agli spazi verdi in città. Se nei lidi monitorati dall’associazione arriva all’80%, nei parchi la percentuale tocca il 65,8% (15.207 rifiuti di materiale in plastica, per lo più usa e getta di plastica), a seguire per il 16,7% rifiuti di carta (3.861) e per il 10% di metallo (2.301).

Complessivamente, l’indagine ha rilevato che il 40% dei rifiuti raccolti sono legati al settore del ‘fumo’ (come mozziconi, pacchetti di sigarette e tabacco, involucri di plastica dei pacchetti accendini) e il 29% a prodotti usa e getta, tra questi molti tappi di metallo e in plastica ma anche linguette di lattine (23%), bicchieri di plastica (13%), fazzoletti di carta (9%).

“Lanciamo un appello all’Italia affinché si impegni sempre di più per contrastare l’inquinamento da plastica mettendo, peraltro, al bando anche le stoviglie monouso, che se non riciclate in modo corretto, finiscono per inquinare mare, oceani, spiagge e parchi – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Inoltre è importante che vengano coinvolte le amministrazioni locali per sensibilizzare, attraverso campagne di educazione ambientale, i cittadini sul tema della corretta raccolta differenziata e allo stesso tempo è necessario che i comuni facciano le multe ai trasgressori e ai cittadini maleducati che, incuranti di leggi e divieti, continuano a scambiare l’ambiente per una discarica”.

Il monitoraggio effettuato da Legambiente è stato svolto nei parchi urbani dove sono stati notati problemi di trascuratezza e presenza di rifiuti. Contestualmente al monitoraggio l’area è stata ripulita dai volontari di Legambiente.

I rifiuti – spiega l’associazione – sono stati trovati principalmente sotto le panchine (nel 60% dei casi in cui è stata annotata la presenza di una zona di accumulo). Altre zone con la maggiore concentrazione dei rifiuti sono i cestini, trovati spesso traboccanti, e tra i cespugli (molto probabilmente ad opera del vento che trasporta quelli più leggeri fino ad un ostacolo).

Proprio i cestini per la raccolta dei rifiuti sono presenti nel 90% dei parchi (64 su 71), ma solo nel 13% dei casi sono presenti secchi per la differenziazione dei rifiuti secondo materiali. In 7 parchi, invece, mancano completamente i cestini dell’indifferenziato e della raccolta differenziata.

Dal momento che una delle maggiori cause della dispersione dei rifiuti nell’ambiente è il vento, Legambiente durante il monitoraggio ha osservato anche la presenza o meno di chiusura o copertura dei cestini: solo nel 27% dei parchi (19 su 71) è presente questa caratteristica utile a prevenire la dispersione di materiale.

Altro aspetto interessante riguarda la presenza di tombini e canali di scolo (studi condotti a livello mondiale hanno stabilito che uno dei principali vettori di rifiuti in ambiente marino sono proprio i canali e i corsi d’acqua spesso collegati con la rete fognaria urbana), rilevata nel 44% delle aree verdi (in 31 dei 71 parchi monitorati).

Infine l’associazione ambientalista ha analizzato anche la presenza nei parchi delle fontanelle, alleate nella prevenzione dei rifiuti plastici per la riduzione dell’uso delle bottiglie a favore dell’acqua del rubinetto. Nel 65% delle aree verdi monitorate sono presenti fontanelle, nella metà dei casi è presente solo una fontanella, e in tre casi ci sono ma non sono funzionanti.


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