I numeri del Def  

Scritto da il 4 ottobre 2018

Dal Pil al deficit, i numeri del Def

Foto Palazzo Chigi

Pubblicato il: 05/10/2018 18:58

Attuazione del reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni e flat tax per le Pmi. Sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, sconti alle imprese che assumono giovani, rilancio degli investimenti pubblici e promozione dei settori chiave. Sono i punti principali che saranno contenuti nella prossima legge di Bilancio, illustrati nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def). Per mettere in campo nuove misure servono risorse e, allo stesso tempo, le novità che saranno introdotte produrranno effetti sui conti pubblici. Così per attuare il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni occorre agire sul deficit ma, grazie a questi interventi, sarà possibile far crescere il prodotto interno lordo oltre le stime attuali.

Pensioni, reddito e tagli: cosa c’è nella manovra

Si tratta di un ”ambizioso programma” che punta a ridurre la povertà in Italia, afferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nell’introduzione della Nadef. Il programma verrà attuato con ”gradualità” in modo da consentire di combinare in una strategia coerente ”le istanze di cambiamento e le aspettative degli italiani con i vincoli economici e finanziari”, assicura il ministro. Nel complesso, le risorse previste per reddito di cittadinanza, centri per l’impiego e pensionamenti anticipati assommano in media a circa lo 0,9% del Pil annuo (pari a 15,3 miliardi) nel periodo 2019-2021. Ma quali saranno gli effetti degli interventi contenuti nella legge di bilancio sull’economia del Paese?

PIL– La crescita del prodotto interno lordo, che quest’anno si ferma all’1,2%, nel 2019 salirà dell’1,5% e quello successivo dell’1,6%, mentre nel 2021 tornerà a calare, segnando un +1,4%. In valori assoluti il Pil, utilizzato per calcolare le percentuali degli indicatori di finanza pubblica, passa da 1.767,6 miliardi di quest’anno a 1.816,1 miliardi nel 2019; nel 2020 si attesta a 1.866,7 miliardi e nel 2021 1.915,6 miliardi.

DEFICIT – Il deficit, che quest’anno si attesta all’1,8%, nel 2019 salirà al 2,4% per poi scendere al 2,1 l’anno successivo e tornare all’1,8% nel 2021.

DEBITO – Per il debito si conferma il trend discendente che parte dal 130,9% di quest’anno per passare al 130% il prossimo, e poi al 128,1% nel 2020 e al 126,7% nel 2021.

RISORSE – Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza, si afferma nella Nadef, potrà aumentare fino a 68,5 miliardi di euro nel 2019, 56,5 miliardi nel 2020 e 45,5 miliardi nel 2021. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 147 miliardi di euro nel 2019, 110,5 miliardi nel 2020 e 96 miliardi nel 2021.

INVESTIMENTI – Si prevede un aumento degli investimenti pubblici rispetto allo scenario tendenziale, che supera 0,2 punti di Pil nel 2019 e cresce più di 0,3 punti nel 2021. Questo programma porterà gli investimenti pubblici dall’1,9 per cento del Pil stimato per quest’anno al 2,3 per cento nel 2021.

SALDO PRIMARIO – Il saldo primario, cioè la differenza tra le entrate e le spese delle amministrazioni pubbliche al netto della spesa per interessi, dall’1,8% di quest’anno scenderà all’1,3% il prossimo, per poi tornare a salire all’1,7% e al 2,1% rispettivamente nel 2020 e 2021.

DISOCCUPAZIONE – La disoccupazione, che quest’anno si attesta al 10,6%, nel prossimo triennio registrerà un calo costante passando dal 9,8% al 9,1% per terminare, nel 2021, all’8,6%.

OCCUPAZIONE – Cresce l’occupazione, che per quest’anno è stimata al 59%, dal 59,5% del 2019 al 60% del 2020, per finire al 60,6% nel 2021.

EFFETTI MANOVRA – La manovra avrà importanti effetti positivi sulla crescita che, secondo le stime, porteranno a un incremento del pil pari a 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 punti percentuali nel 2020 e di 0,3 punti nel 2021.


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