100 anni da leoni, da camice rock ‘dieta’ per il popolo della notte  

Scritto da il 5 ottobre 2018

100 anni da leoni, da camice rock 'dieta' per il popolo della notte

Copertina libro ‘Cent’anni da leoni’

Pubblicato il: 06/10/2018 12:15

Il rigore del camice bianco e lo spirito ribelle del musicista. Due anime difficili da conciliare. Come uno stile di vita sano e le nottate da leoni. Lo ha provato sulla sua pelle Paolo Soffientini, doppia professione di scienziato e batterista, inchiodato al bancone del laboratorio di giorno fra pipette e piastre di Petri, scatenato sul palco quando cala il sole. Mondi paralleli che il ricercatore, in forze dal 2006 nell’Unità di sviluppo tecnologico di proteomica e spettrometria di massa dell’Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare), ha anche fatto incontrare nel progetto ‘Prote_IN Music’, grazie al quale ha trasformato in spartito musicale dalla cascata biochimica della dopamina, l’ormone della felicità, fino alla vita e la morte di un oncosoppressore. In pratica, le canzoni del Dna.

Ha radici ‘autobiografiche’ anche la sua ultima fatica, un libro. Titolo: Cent’anni da leoni’ (ed. Mondadori). Un manuale per vivere a lungo sani – “ma non troppo”, sorride – senza rinunce. Soffientini, milanese, classe 1975, propone una riflessione sugli stili di vita e una ‘dieta di compensazione’ (che include non solo la tavola ma una serie di aspetti che vanno dall’attività fisica al contenimento dello stress) compatibile con la vita reale, da pianificare su un arco di tempo che non si limiti al singolo pasto, ma ai giorni precedenti e seguenti: un’organizzazione settimanale che prevede alcuni accorgimenti, “di cui godremo gli effetti quando inevitabilmente ci capiterà di cedere alle tentazioni”. Una condotta su misura per il popolo della notte. Ma non solo. “Vale un po’ per tutti”.

Con una premessa: “Non esiste la miscela magica o l’alimento dai super poteri che ti permette di fare tutto quel che vuoi senza avere conseguenze“, puntualizza lo scienziato all’AdnKronos Salute. “Più che inventare una ricetta, l’obiettivo è risvegliare le coscienze su alcuni accorgimenti, che possono essere anche noti o istintivi ma che abbiamo dimenticato o tendiamo a ignorare”. Il tutto, però, con una base scientifica rigorosa. E per questo Soffientini ha passato in rassegna e selezionato fonti autorevoli, scegliendo di includere “225 articoli ad alto impact factor e 7 libri di divulgazione scientifica”.

Soffientini aggiunge così “il terzo mestiere, quello di scrittore”. Un sogno che lo accompagna fin da ragazzo. “Chiudo un cerchio aperto al liceo”, dice. Tanti gli aneddoti della sua vita inseriti nel libro, “per far capire che tutto quello di cui parlo l’ho fatto e vissuto anche io. Credo sia l’unico modo per arrivare alle persone, senza impostare il messaggio in termini di proibizioni, una linea che ritengo non paghi perché ognuno è libero di scegliere. I principi di vita sana vanno calati nella realtà quotidiana”.

Il ‘biotecnologo rock’ spiega perché le cose che amiamo possono farci del male e indica in che modo ci si può togliere di dosso alcune abitudini controproducenti. Mostra quali sono i limiti scientificamente tollerabili dal nostro organismo per ogni sostanza con cui interagiamo, volontariamente o meno, delineando il confine tra il giusto e il troppo. L’idea del manuale è nata mentre si occupava di alcune iniziative di divulgazione scientifica all’Ifom. “Abbiamo un programma, YouScientist, in cui invitiamo ragazzi delle scuole, ma anche docenti e famiglie, a toccare con mano la ricerca, facendo loro vedere che la scienza non è un mondo lontano dalla realtà ma rientra nella nostra quotidianità”.

“In queste occasioni – ripercorre Soffientini – descrivo spesso il prototipo del giovane ‘sbagliato’, che mangia male, eccede con fumo e alcol, fa le ore piccole e non dà al suo corpo il giusto recupero, che vive in una condizione di intossicazione digitale, è travolto da giornate in cui lo stress è a mille, va in vacanza e si espone al sole senza protezione. Sono cose che facciamo un po’ tutti. Io per esempio mi sono accorto che la musica accentuava una condotta sregolata. Questi stili di vita vanno a influenzare il nostro Dna. Noi abbiamo dei meccanismi di riparazione fenomenali, ma non possiamo esagerare con i danni perché l’organismo a un certo punto non ce la fa più”.

La logica della compensazione prevede che in previsione o dopo una serata particolarmente ricca in quantità di determinati alimenti come la carne rossa – secondo le linee guida Oms non va superata quota 300 grammi a settimana – si riequilibri scegliendo altre fonti di proteine. “La dieta mediterranea è un faro – spiega Soffientini – e non è carnivora, ma principalmente vegetariana e pescetariana”. Ancora: se si programma un incontro conviviale con gli amici “si può accentuare l’attività fisica e optare per una cena piuttosto che per l’aperitivo, cosa che permette di scegliere un’alimentazione più variata rispetto a focaccine e pasta fredda”.

Altro aspetto da tenere a mente è che “i carboidrati lavorano sulla stessa linea dell’alcol. E che l’idratazione è importante: se la serata è di quelle che finiscono con il bere un po’ di più la regola dell’1 a 1 (un bicchiere di acqua e uno di vino) aiuta anche a saziarsi di liquidi e a consumare meno alcol. Mark Hyman, Direttore del Cleveland Clinic Center for Functional Medicine, dice che siamo i genitori di una generazione di figli che moriranno più giovani di noi per stili di vita scorretti. Abbiamo creato una società così – spuntini veloci a orari sbagliati, stress da multitasking, dipendenza dallo smartphone – e vivendoci dentro è importante provare a compensare”, sottolinea l’esperto che racconta di aver già avuto qualche riscontro dal ‘pubblico’. Un collega musicista (lo scienziato ha pubblicato 7 album e suonato in Italia e all’estero) lo ha anche chiamato: “Solo perché sei tu – gli ha detto – ho deciso di leggere il libro e di provare a darmi una regolata”.


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