Italia-Ue, alta tensione  

Scritto da il 5 ottobre 2018

Italia-Ue, alta tensione

(Afp/Fotogramma)

Pubblicato il: 06/10/2018 17:56

E’ di nuovo alta tensione fra Italia e Ue. Dopo la bocciatura del Def arrivata ieri da parte di Moscovici e Dombrovskis, i due vicepremier italiani Di Maio e Salvini partono all’attacco, prevedendo un prossimo “terremoto politico” in Europa e auspicando il licenziamento a breve termine dei funzionari Ue.

Se la bocciatura per Di Maio era prevedibile – “Ci aspettavamo che questa manovra non piacesse a Bruxelles” – il vicepremier, dal palco della Coldiretti, parla però di “vera e propria guerra contro il made in Italy” da combattere “con tutte le nostre forze” contro “questa Europa qui” che “tra sei mesi è finita”. Con le prossime elezioni, spiega infatti Di Maio, “finalmente molte delle istanze che sono state tradite e ignorate arriveranno al Parlamento europeo con il triplo, con il quadruplo della forza che hanno avuto in questi anni”. E sulla manovra il vicepremier nega ‘il piano B’: “Non esiste – dice -, perché non si arretra: si spiegano le ragioni di questa manovra, possiamo sistemare al meglio le coperture che abbiamo trovato e spiegare bene gli investimenti in deficit che stiamo facendo, ma non si torna indietro”.

Un concetto condiviso nel pomeriggio anche da Matteo Salvini, che sui social si è scagliato contro “l’Europa dei banchieri, quella fondata sull’immigrazione di massa e sulla precarietà” che “continua a minacciare e insultare gli italiani e il loro governo”. Funzionari Ue che fra sei mesi, prevede il ministro, verranno comunque “licenziati da 500 milioni di elettori”.

E mentre i vicepremier si scagliano contro l’Europa, difendendo le ragioni del Def, arrivano anche le dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che intervistato dal quotidiano austriaco Kurier va dritto al punto: l’Italia? “E’ in una situazione difficile”, spiega, parlando degli imminenti termini di scadenza per sottoporre in Commissione il bilancio italiano, che andrà valutato e se necessario modificato “sine ira et studio”. E alla domanda dove si fa espressamente riferimento alle ultime dichiarazioni in cui il ministro Salvini ha affermato di preferire al dialogo con Juncker quello con politici ‘sobri’, il Commissario ha prima minimizzato – “Non ho sentito cosa ha detto, l’ho soltanto letto. Si tratta di cose che non prendo nemmeno in considerazione” – per poi attaccare: “Il fatto che due vicepremier italiani si esprimano in modo volgare sulla Unione Europea come istituzione fa capire tante cose”.


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