Sordi (Aruba), Italia attrattiva ma Governo spinga su skills digitali  

Scritto da il 9 ottobre 2018

Sordi (Aruba), Italia attrattiva ma Governo spinga su skills digitali

Data Center di Aruba (Foto ARUBA)

Pubblicato il: 10/10/2018 18:06

Se il Governo vuole smuovere gli investimenti in Italia, alzare il Pil e produrre più occupazione nel nostro Paese, spinga “sulla riconversione digitale, sugli skills digitali evoluti guardando alla sfida di 5G, Blockchain, Industria 4.0 e Smart Factory” perchè nell’era dell’IoT, le potenzialità “dei dati digitali” sono enormi, i dati sono “il nuovo ‘oro nero’ dell’economia”. E’ Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba, a delineare il quadro, interpellato dall’Adnkronos nel giorno in cui il premier Giuseppe Conte ha convocato la cabina di regia per gli investimenti a Palazzo Chigi con i big delle partecipate statali.

“Nell’epoca dell’Internet of Things sono i dati il nuovo ‘oro nero'” su cui il sistema Paese potrebbe puntare ed “il gap digitale che ancora registra l’Italia può essere trasformato ora in un valore aggiunto per drenare investimenti” afferma Sordi. “Noi -sottolinea il manager- abbiamo visto le potenzialità del mercato italiano digitale e abbiamo investito anche in tempi non sospetti, in controtendenza con altri settori industriali”.

Sordi ricorda quindi l’annuncio di Aruba a giugno scorso di un “ulteriore investimento da 300 milioni di euro solo per il nuovo polo di Roma“, in cui l’azienda “stima di creare almeno 200 nuovi posti di lavoro”. “C’è una roadmap digitale che può essere sfruttata dal Governo per creare terreno fertile per investimenti e nuova occupazione” e il mercato italiano “è molto attrattivo” scandisce.

La cosa che manca in Italia, segnala Stefano Sordi, sono “le risorse umane nel settore digitale: statistici, informatici, matematici. Ma non solo. Per la gestione dei dati servono anche psicologi, sociologi, economisti”. “Come mercato l’Italia è attrattiva, è tra i maggiori mercati al mondo e penso anche alla riconversione digitale del Paese. Il Governo dovrebbe intervenire per creare questo nuovo sistema produttivo”.

“Noi siamo un’azienda italiana che ha investito in Italia e che ha iniziato a investire in questo Paese in controtendenza rispetto alla crisi, a tante altre realtà imprenditoriali, insomma in tempi non sospetti e senza nessuna sollecitazione politica ma solo per visione. La nostra strategia non cambierà” assicura il direttore marketing di Aruba, l’azienda di servizi di web-hosting fondata dall’italiano Giorgio Cecconi nel 1994.

“Oggi gestiamo 5 milioni di clienti di cui il 90% sono italiani e guardiamo, ad esempio, al picco legato alla fatturazione elettronica, pensiamo solo agli 8 milioni di partite IVA, quindi continueremo ad investire in Italia, guardando in maniera ‘scientifica’ e non ‘politica’ agli investimenti, puntando all’analisi delle esigenze dei nostri clienti con la bussola -chiude il manager di Aruba- sempre puntata sull’innovazione”.


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