Yara, venerdì l’ultima parola della Cassazione  

Scritto da il 9 ottobre 2018

Yara, venerdì l'ultima parola della Cassazione

(Fotogramma)

Pubblicato il: 10/10/2018 17:10

Sarà la Cassazione a dire venerdì l’ultima parola su Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il muratore si è sempre dichiarato innocente. I giudici della prima sezione della Suprema Corte dovranno decidere se confermare la sentenza anche in appello, annullare la condanna senza rinvio oppure accogliere le eccezioni sollevate dalla difesa e riaprire un nuovo processo dove potrebbe essere concessa la perizia sul Dna invocata da sempre, a gran voce, dall’imputato.

“In questo processo è mancato il contraddittorio: la difesa non è stata ascoltata e Bossetti non ha potuto difendersi, perché non è mai stata disposta la perizia sul Dna”, spiega all’Adnkronos l’avvocato Claudio Salvagni. La traccia biologica trovata su slip e leggings della vittima attribuita a ‘Ignoto 1’ poi identificato nell’imputato, finito in carcere il 16 giugno 2014, è la “pistola fumante” per l’accusa, solo un “mezzo Dna contaminato” per gli avvocati Salvagni e Paolo Camporini. I giudici di due diversi gradi concordano nel ritenerla una “prova granitica”, per i legali invece quella traccia “ha talmente tante criticità che sono più i suoi difetti che i suoi marcatori”. Inoltre, l’assenza di mitocondriale va ‘risolta’ concedendo una perizia, non chiedendo “un atto di fede”.

Ai giudici della Cassazione spetterà valutare i 23 motivi (20 principali più tre aggiuntivi) contenuti nel ricorso di oltre 600 pagine, firmato dai difensori in cui sono elencati tutti gli elementi in una lunga indagine. E’ il 26 novembre 2010 quando della 13enne di Brembate di Sopra si perdono le tracce, tre mesi dopo (26 febbraio) il suo corpo viene trovato in un campo di Chignolo d’Isola, ma solo quattro anni più tardi scatteranno le manette per Bossetti. Contro di lui, per l’accusa, anche altri elementi: il furgone immortalato dalle telecamere vicino alla palestra e le fibre trovate sulla vittima compatibili con la tappezzeria del suo Iveco; le sferette metalliche sul corpo di Yara che rimandano al mondo dell’edilizia e l’assenza di alibi per l’imputato. Bossetti si difende e continua a dirsi innocente, ma venerdì per lui potrebbe essere l’ultima chance di essere creduto.


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