Colpo di spugna su Riace  

Scritto da il 13 ottobre 2018

Colpo di spugna su Riace

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 14/10/2018 07:59

Dopo l’arresto del sindaco Mimmo Lucano, il Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno con una nota dice “stop al progetto Sprar di Riace” con i “migranti presenti nel Comune” che “saranno trasferiti altrove“.

In generale, i progetti Sprar vengono rinnovati ogni tre anni: nel caso di Riace si parla del triennio 2017-2019, ma già dall’estate scorsa il Viminale – spiegano le fonti – aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione locale. Insomma, non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Nel 2018 il comune di Riace non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano (finito agli arresti domiciliari due martedì fa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti) era stato avvisato della revoca dei finanziamenti, diventata ufficiale all’inizio di questa settimana (IL DOCUMENTO DEL VIMINALE).

I migranti di Riace, secondo fonti del Viminale, verranno trasferiti già dalla prossima settimana, e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri. Il coordinamento delle operazioni è affidato al Servizio centrale, ufficio istituito dall’Anci (in base a una convenzione con il Viminale) e che gestisce la rete Sprar. Si sottolinea, continuano le fonti, che la convenzione del ministero con Anci, l’approvazione del progetto Sprar a Riace e i primi stop ai finanziamenti per presunte irregolarità si riferiscono a gestioni precedenti all’arrivo di Matteo Salvini al ministero.

Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati”, è il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma per il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, il trasferimento dei migranti “è una decisione assurda e ingiustificata. Mi auguro che dietro tale decisione non si celi l’obiettivo di cancellare una esperienza di accoglienza, estremamente positiva, il cui riconoscimento ed apprezzamento è largamente riconosciuto anche a livello internazionale”. E chiede “al Ministro dell’Interno di rivedere questa decisione”.


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