Elezioni in Baviera, crollo Csu e boom dei Verdi  

Scritto da il 13 ottobre 2018

Baviera al voto

Foto di repertorio (Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 14/10/2018 10:23

Urne aperte in Baviera. Gli elettori del Land meridionale tedesco, il più grande per superficie e secondo per popolazione e importanza economica (sede di Bmw, Siemens e Allianz) sono chiamati a rinnovare il Landtag, il parlamento regionale. Nei sondaggi il voto si presenta come la premessa di un cambiamento politico di portata nazionale: la Csu, partito unico nel panorama politico tedesco, perché presente solo in Baviera, dove governa dal 1957 e dove – a parte un periodo di 5 anni – ha sempre avuto la maggioranza assoluta in parlamento dal 1962, sembra avviarsi verso una sconfitta senza precedenti.

Si conferma invece la forte crescita del partito ambientalista, che i sondaggi danno al secondo posto, tanto da far parlare di possibile governo di coalizione nero-verde: una rimonta che ha il volto della 33enne Katherine Schulze.

Una prospettiva rispetto alla quale il candidato della Csu e attuale governatore del Land, Markus Soeder, ha espresso chiaramente i suoi dubbi. “Il programma dei Verdi non è dal mio punto di vista nella sua forma attuale adatto ad una coalizione – ha dichiarato intervenendo questa mattina a ZDF-‘Morgenmagazin’ – Sembra recente, ma il programma è antico”. Soeder ha quindi citato particolari difformità nel settore della sicurezza interna ed ha parlato – alla luce delle differenze di contenuti – di una collaborazione scarsamente immaginabile al momento.

Nel settembre 2015 la Baviera si era trovata improvvisamente sulla linea del fronte del dibattito politico tedesco ed europeo sulla crisi migratoria, sperimentando il grande afflusso, attraverso il confine meridionale, di richiedenti l’asilo provenienti da Medio Oriente ed Africa lungo la rotta dei Balcani occidentali. Ad oggi, la cancelliera Angela Merkel sta ancora scontando – in termini di compattezza del suo esecutivo e di consenso nell’elettorato – la decisione di aprire i confini a diverse centinaia di migliaia di rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni per evitare una catastrofe umanitaria.

E se i sondaggi della vigilia risulteranno accurati, e le urne sanciranno la ‘debacle’ annunciata per gli alleati della Cdu in Baviera – al governo con la Cdu e la Spd a Berlino – il voto sarà una conferma dell’avvio di una fase di transizione politica per la cancelliera dopo più di 13 anni al potere. Per contrastare l’avanzata del partito di estrema destra ed antiimmigrati Alternativa per la Germania (Afd), quello che maggiormente viene vissuto come una minaccia dalla Csu, i cristianosociali hanno tentato di puntare a destra, ma con scarsi risultati: dopo il 47,7 per cento delle elezioni del settembre 2013, ora si vedono ridotti al 33 per cento (sondaggio ARD) mentre l’Afd si attesta sul 10% dei voti, un risultato che porterebbe il partito di estrema destra a rafforzarsi ulteriormente a livello nazionale dopo essere entrato nella maggior parte dei parlamenti regionali e in quello federale.

Un esito umiliante avrebbe anche effetti sul futuro del leader Csu e ministro dell’Interno della Merkel, Horst Seehofer. All’interno del partito si è già iniziato ad addossargli la colpa della preannunciata sconfitta. Non se la passa meglio l’altro partito alleato di Merkel nella grande coalizione a livello di governo federale, la Spd, che nei sondaggi esce dimezzata rispetto al 2013. E anche qui non mancheranno le critiche e le accuse di una disfatta provocata dalla continua presenza della Spd nelle coalizioni con la Cdu.

Da parte Csu il governatore del Land Markus Soeder ha cercato di recuperare voti battendo con forza sulla difesa dei valori tradizionali e dell’identità, e contro gli immigrati. Ma non è risultato credibile nelle proposte formulate – dall’obbligo di appendere una croce negli edifici regionali alla nuova polizia di frontiera entrata in servizio in Baviera fino all’agenzia spaziale bavarese – e invece di recuperare voti ha visto spostarsi una parte dell’elettorato verso altri partiti: a beneficiarne è stato soprattutto il partito dei Verdi, che i sondaggi danno in forte crescita, tanto da far prendere in considerazione l’ipotesi di una – seppur difficile – coalizione con la Csu.

Due settimane dopo la Baviera si voterà in Assia, altro appuntamento elettorale cruciale prima del congresso della Cdu a dicembre, dove Merkel chiederà i voti dei delegati per farsi rieleggere ai vertici del partito. Un voto scontato, secondo Volker Bouffier – governatore dell’Assia, che pronostica un chiaro appoggio alla cancelliera, malgrado la maggior parte degli analisti ormai predica un’uscita di scena di Merkel prima delle elezioni del 2021.

Qualche tempo fa, ad un evento dell’ala giovanile dell’Unione, la cancelliera si è sentita chiedere più “idee concrete” e meno “parole vuote” dal leader del movimento Paul Ziemiak, che le ha raccomandato di prepararsi ad una prossima tempesta politica, offrendole calze calde e un impermeabile giallo. “Ne deduco – ha ribattuto lei – che non avete intenzione di lasciarmi sola nella bufera”.


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