La Lega punta al Sud  

Scritto da il 14 ottobre 2018

La Lega punta al Sud

(Fotogramma)

Pubblicato il: 15/10/2018 07:01

Il parlamentare della Lega Andrea Crippa ha preso sul serio il mandato ricevuto dal Matteo Salvini: ‘vai al Sud e trova i giovani che vogliono diventare leghisti’. “Faccio mediamente 4mila km a settimana, gli ultimi viaggi sono stati a Frosinone, Catania, poi in Basilicata e il 20 ottobre torno a Napoli”. Lo scorso novembre, il segretario della Lega, non ancora al governo, ha chiamato il 32enne Crippa, coordinatore dei giovani padani, già suo assistente a Bruxelles.

Una mission che da via Bellerio ritengono fondamentale, visti anche gli appuntamenti elettorali che ci saranno a breve: Abruzzo e Sardegna, a febbraio, con l’obiettivo dichiarato dei leghisti che è quello “di poter arrivare a raccogliere il 20-25% dei consensi“. Poi, a ridosso del voto europeo del prossimo maggio, urne aperte anche in Basilicata e ancora in Calabria. Mentre chiuderanno la tornata elettorale, nel 2020, Puglia e Campania.

Intanto, la ricetta da proporre in tutto il Belpaese è quella della autonomia e del regionalismo, non più declinati in salsa padana, ma da rendere appetibili anche a chi vive nel meridione, fino in Sicilia. “E’ un messaggio che pare funzioni anche lì”, sottolinea Crippa all’AdnKronos. “A Catania ho appena visto 150 giovani pronti a sostenere le nostre politiche”. “Noi giovani della Lega siamo 12mila, dall’Alto Adige alla Sicilia, e ormai equamente divisi tra nord e sud”. “Nel Lazio – aggiunge – ci sono 400 militanti, tanti quanti in Emilia o Piemonte”.

In Calabria Carmine Bruno coordina il gruppo dei giovani, lui è un ragazzo di Roccella Ionica, uno che non arriva da precedenti esperienze politiche. “Si è messo in gioco con noi, perché preferiamo gente che non ambisce alle poltrone, come spesso dimostrano di fare i fuoriusciti dagli altri partiti. Ora con Bruno lavorano già 200 giovani”, assicura Crippa.

Nelle prossime settimane i giovani di Roma incontreranno per parlare di autonomia Stefano Bruno Galli, allievo di Miglio. Una cosa fino a poco tempo fa improponibile: “Lui stesso pensava che fosse una presa in giro quando gli abbiamo detto dell’invito”, svela il coordinatore dei giovani del Carroccio.

“In Sicilia stiamo spiegando ai tanti ragazzi che incontriamo, come quelli di Catania, che la nostra critica ai ‘terroni’ era rivolta alla loro classe dirigente, ai politici che sono stati al potere, di destra e di sinistra, che hanno mostrato una cultura politica insufficiente”.

La Lega salviniana ha dimostrato di puntare sulle nuove leve: a Roma ci sono 17 parlamentari sotto i 35 anni, giovani sono anche circa 1500 consiglieri comunali, 500 tra assessori e sindaci e 30 consiglieri regionali. Una presenza che si allarga a macchia d’olio, con l’ambizione del Carroccio ‘verde’ di arrivare presto anche al Sud, per amministrare anche quelle terre.

I ‘giovani padani’ intanto, almeno sul sito della Lega, hanno già cambiato nome. Si chiamano già ‘Lega giovani’. Le cose stanno cambiando – assicura Crippa – . “Per ora stiamo aspettando di formalizzare il cambio nome, dopo il via libera alla modifica dello statuto della Lega che spetta al Consiglio federale”. Di sicuro nel nome le due parole ‘Lega’ e ‘giovani’ resteranno. “Perché non posso andare a Reggio Calabria e chiedere ai ragazzi di prendere la tessera dei ‘giovani padani'”, spiega Crippa.

“C’è una situazione in rapido divenire – conclude il capo dei giovani della Lega – . Anche a livello di tessera dei ‘grandi’, al posto delle due attuali, quella della Lega storica al nord e quella di ‘Noi con Salvini’ al sud, ce ne sarà una sola”. “Non è la tessera che legittima la battaglia, perché i valori sono quelli per tutti, da Milano a Lampedusa: la famiglia, i confini, le radici cristiane, ma credo che la tessera unica possa servire”, conclude Crippa.


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