Alitalia, il tempo stringe  

Scritto da il 15 ottobre 2018

Alitalia, il tempo stringe

(Fotogramma)

Pubblicato il: 16/10/2018 06:54

Tempi stretti per sciogliere il rebus sul futuro di Alitalia. Si preannunciano, infatti, due settimane serrate in vista della deadline del 31 ottobre, giorno in cui scade la procedura per la vendita della compagnia, e per uno dei principali attori chiamati in causa, le Fs Spa, entra nel vivo il lavoro in vista di una presentazione di un’offerta entro quella data. Dopo aver annunciato la presentazione di una manifestazione di interesse non vincolante, venerdì scorso, il gruppo guidato da Gianfranco Battisti è da ieri entrato nella ‘data room’ della compagnia e avrà accesso a tutte le carte disponibili per poter muovere i prossimi passi.

Proprio la scorsa settimana, parlando al Senato, il commissario straordinario di Alitalia, Enrico Laghi, ha comunicato che la ‘data room’ è stata aggiornata anche con gli ultimi dati finanziari relativi al trimestre estivo, che ha portato una boccata d’ossigeno con il ritorno a un piccolo utile di circa 2 milioni di euro. “Oggi ci sono sul piano tecnico tutti gli elementi per potersi manifestare e presentare un’offerta nei termini di legge previsti”, aveva rilevato Laghi in quell’occasione.

Ma, come da prassi, spiegano fonti vicine al dossier, prima di compiere ulteriori passi, le Fs attendono che l’azionista Mef dia il proprio indirizzo strategico. Un passaggio, questo, che, evidentemente, alla luce delle ultime scintille su uno dei punti nevralgici dell’operazione, cioè l’intervento dello Stato nel capitale della newco, con una quota del 15% che dovrebbe far capo al Mef, tra il titolare del Tesoro Giovanni Tria e il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, richiede un definitivo chiarimento a livello politico.

L’atteso chiarimento su quella che dovrà essere la futura governance di Alitalia, secondo fonti di governo, dovrebbe arrivare a stretto giro di posta in una riunione in settimana tra il Premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Negli ultimi giorni, il numero uno di Fs Battisti ha spiegato che il gruppo è interessato a operazioni di sistema finalizzate a intercettare l’aumento dei flussi turistici in Italia, e cioè di natura industriale, e di non essere “focalizzato” su operazioni finanziarie. L’ad ha parlato, ad esempio, di possibili risparmi grazie all’eliminazione di sovrapposizioni come nel caso di voli brevi su tratte coperte dai treni ad alta velocità. Una decisione, comunque, dovrà poggiare sul nuovo piano industriale di Alitalia.

Il quadro tratteggiato ai sindacati da Di Maio, nell’incontro al Mise, vede, oltre al ritorno dello Stato nel capitale di Alitalia e oltre a un ruolo di Fs e anche di Cdp, il salvataggio e il rilancio di Alitalia prevede anche una partnership con un vettore internazionale. Delle tre compagnie che avevano presentato l’offerta nell’ambito della procedura di vendita che scade a fine mese, EasyJet, Lufthansa, Wizz Air, è EasyJet a confermare ieri di “essere interessata ad una Alitalia ristrutturata, come parte di un consorzio”. “Le discussioni sono in corso. Tuttavia easyJet non è a conoscenza di quali decisioni il Governo potrà eventualmente prendere sulla procedura di vendita”, spiegano fonti della compagnia low cost.

Dal fronte tedesco, il 4 ottobre scorso, un portavoce di Lufthansa aveva ribadito che Alitalia, nello stato attuale, non interessa alla compagnia ma di avere, tuttavia, ancora “idee per un’Alitalia strutturata in modo nuovo”. I riflettori sono, comunque, anche puntati su altre grandi compagnie extraeuropee quali Delta e vettori cinesi come China Eastern.

Intanto, venerdì prossimo parte la procedura per la proroga della cassa integrazione straordinaria dei lavoratori di Alitalia. E’ stato, infatti, convocato per il 19 ottobre prossimo l’incontro tra azienda e sindacati presso la sede del ministero del Lavoro. L’appuntamento è alle ore 10. La compagnia ha richiesto la prosecuzione della cigs fino al 23 marzo 2019, in continuità con l’attuale regime che scade il 31 ottobre prossimo. La nuova cassa, che scatta dal primo novembre e ‘copre’ la stagione invernale, interessa 1570 unità ‘full time equivalent’, di cui 950 addetti di terra e 620 naviganti. Di questi, 100 comandanti, 100 piloti e 420 assistenti di volo.


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