Juncker all’Italia: “Non possiamo accettare tutto”  

Scritto da il 15 ottobre 2018

Juncker all'Italia: Non possiamo accettare tutto

AFP PHOTO / JOHN THYS

Pubblicato il: 16/10/2018 12:46

“Non abbiamo ancora messo in questione il bilancio dell’Italia. Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi della zona euro”. Lo dice il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, in un’intervista concessa a Bruxelles a media audiovisivi italiani, tra cui l’Adnkronos (VIDEO).

Se la Commissione Europea tollerasse dei “dérapages“, degli sbandamenti, dell’Italia rispetto alle regole di bilancio Ue, sarebbe ricoperta di “insulti e invettive” in altri Paesi europei, sottolinea Juncker. In un contesto internazionale, premette, ogni “governo che arriva deve rispettare la parola data” dai suoi predecessori. “E soprattutto loro (il governo Conte, ndr), che hanno adottato essi stessi le raccomandazioni che la Commissione ha fatto per il 2018 e 2019. Se accettassimo dei dèrapages rispetto alle regole europee, è vero che in certi Paesi ciò avrebbe come conseguenza che saremmo coperti di insulti e di invettive, perché la Commissione e io stesso siamo accusati, da più governi in Europa e da più gruppi nell’Europarlamento, di essere stati troppo flessibili con l’Italia” afferma il presidente della Commissione Europea.

“E’ un rimprovero che non accetto, perché ho voluto cambiare la griglia di lettura del patto di stabilità aggiungendovi una griglia di lettura che rispetti i cicli economici dei diversi Paesi. Grazie agli elementi che abbiamo introdotto nel patto di stabilità, l’Italia ha potuto spendere 30 mld di euro in più rispetto a quanto avrebbe potuto spendere prima dell’entrata in carica di questa Commissione”, scandisce Juncker.

Inoltre, affermare “che io sarei contro l’Italia è un’idiozia (une foutaise, ndr). E’ una menzogna” sottolinea il presidente della Commissione Europea. “Ho presieduto la conferenza intergovernativa nel 1991 che ci ha condotti verso il trattato di Maastricht e verso l’Unione economica e monetaria – afferma Juncker – ho fatto di tutto, quando c’erano delle resistenze molto forti in certi Stati membri, ad avere l’Italia come membro della zona euro fin dall’inizio”.

“Ero ministro delle Finanze allora: ho ricevuto i primi ministri e i ministri delle Finanze di almeno otto Paesi europei che non volevano l’Italia. E io ho sempre detto che non volevo l’euro, se l’Italia non era sulla linea di partenza”, conclude Juncker .


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