“Senza di noi solo i miracoli”, medici in piazza a Roma  

Scritto da il 16 ottobre 2018

Senza di noi solo i miracoli, medici in piazza a Roma

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 17/10/2018 12:33

Camici bianchi, bandiere, cartelli e fischietti per manifestare contro le politiche del governo che “non rispettano la sanità pubblica”. Da questa mattina diverse centinaia di medici del Ssn sono in sit-in in piazza Montecitorio a Roma, davanti alla Camera dei deputati. “Senza medici restano solo i miracoli” e “nei prossimi anni mancheranno 45mila medici e dirigenti sanitari” sono alcuni dei cartelli indossati dai camici bianchi. Fra loro, molti i giovani dottori e specializzandi anch’essi “arrabbiati per i pochi investimenti in sanità”. Sono presenti tutte le sigle sindacati dei dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici con il presidente Anelli.

I sindacati hanno anche già indetto due giornate di sciopero a novembre. “Chiediamo maggiore attenzione per il Ssn perché il miliardo messo a disposizione dall’attuale governo nel Def era già stato stanziato dall’esecutivo guidato da Gentiloni – afferma Carlo Palermo, segretario dell’Anaao-Assomed – Vogliamo un contratto dignitoso e pur essendo un obbligo per le regioni mettere da parte le risorse per il rinnovo, molte hanno stornato quei soldi per garantire l’accesso alle cure. Siamo da anni di fronte a un sottofinanziamento del sistema, i dati dicono che l’investimento in sanità si è ridotto dello 0,3% ogni anno dal 2009. Così si muore. Abbiamo chiesto – aggiunge Palermo – un incontro a tutti i ministri interessati: la Grillo, Tria e la Bongiorno. Devono darci delle risposte”.

Sul tavolo c’è “l’assunzione di personale, perché mancheranno a breve 20mila medici e 50mila infermieri, l’allargamento delle borse di specializzazione, lo stop alle violenze sui medici, il rinnovo del contratto, perché siamo stanchi e non possiamo pagare noi per le inefficienze del sistema sanitario che non è finanziato adeguatamente – chiede al governo Andrea Filippi, segretario Fp Cgil medici – Oggi siamo in piazza ma a che punto dobbiamo arrivare? Lo scopo di questo governo e dei precedenti è quello di distruggere il Ssn”. “Per fermare lo sciopero ci vorrebbe un grande segno di buona volontà – sottolinea Giovanni Sgroi, presidente vicario del Fesmed – per il rinnovo del contratto servono 550 milioni, ma soprattutto serve cambiare il sistema”.

“Come giovani medici abbiamo molteplici problemi – sottolinea Pierino Di Silverio, responsabile nazionale Anaao Giovani – Partiamo dalla questione dell’accesso alla professione: ogni anno ci sono circa 10mila posti disponibili per le Facoltà di Medicina. Faccio un inciso: è un numero che secondo noi va benissimo, quindi l’idea di una abolizione del numero chiuso non ci sembra la soluzione. Ma dopo 7 anni questi ragazzi si trovano di fronte a un imbuto, perché senza la specializzazione non possono lavorare nel Ssn. Le borse di studio per la specialistica sono infatti circa 6.900, quest’anno c’è stato l’aumento a 2mila per quelle di Medicina generale, ma a partecipare al concorso per la specializzazione sono 16mila persone. Rimangono fuori, a passeggio per anni, migliaia di colleghi che finiscono nel mercato dello sfruttamento delle cliniche private”.

“Inoltre – prosegue Di Silverio – di tutti i 6.900 medici che si specializzeranno quest’anno, solo il 70% decide di entrare nel Ssn, sono quindi circa 4.500. Ma se ogni anno vanno in pensione 6.300 colleghi e con il nuovo modello con la ‘quota 100’ saranno molti di più, noi stiamo svuotando gli ospedali. Noi stimiamo che servirebbe un aumento delle borse di specialistiche di almeno 2.500 unità all’anno, arrivare ad almeno 8.500 posti”.

GRILLO – “I medici sanno bene che questo è un governo dalla loro parte, tanto che abbiamo cominciato con un provvedimento contro le aggressioni che nessuno aveva mai fatto prima” ha detto la ministra della Salute, Giulia Grillo, a margine di una conferenza stampa nella sede del dicastero. “Sul tema del contratto – ha aggiunto – sappiamo che è stato chiuso dal governo precedente e si presume che ci fossero le coperture. Ora emergono problemi e vediamo cosa possiamo fare. Siamo disponibili a interagire per trovare delle soluzioni nei limiti delle risorse disponibili” .


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