Cosa dice la lettera Ue  

Scritto da il 17 ottobre 2018

Cosa dice la lettera Ue

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 18/10/2018 20:11

Che arrivasse la lettera si sapeva, ma forse il governo non si aspettava che sarebbe stata così dura. Una “deviazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”, scrive la Commissione europea valutando il Progetto di bilancio inviato il 15 ottobre. Nella missiva, che atterra su Roma proprio mentre il ministro al Tesoro, Giovanni Tria, è insieme a Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici, si elencano diverse criticità. La volontà è quella di “proseguire un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale” ma c’è un limite entro il quale dovranno arrivare risposte e chiarimenti ai rilievi mossi sulla manovra. La scadenza fissata oggi da Bruxelles è il 22 ottobre entro le 12.

Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, firmatari della lettera, spiegano di voler consultare il ministro dell’Economia Giovanni Tria sulle ragioni secondo le quali l’Italia programma una “evidente e significativa deviazione” dalla raccomandazioni adottate dal Consiglio ai sensi del Patto di stabilità e crescita per il 2019, cosa, questa, che “è fonte di una seria preoccupazione per l’Unione europea“. La manovra mostra una deviazione significativa dal taglio del deficit strutturale richiesto e non rispetta la regola del debito. Il progetto del bilancio, si legge nel testo della lettera, “prevede un tasso nominale di crescita della spesa pubblica primaria netta del 2,7%, al di sopra dell’incremento massimo raccomandato di 0,1%. Il deterioramento strutturale ricalcolato nel 2019 ammonta allo 0,8% del pil, che rappresenta una significativa deviazione dal miglioramento dello 0,6% del pil nel 2019 raccomandato dal consiglio del 13 giugno 2018”. “Sia il fatto che venga previsto un’espansione di bilancio prossima all’1% del pil” sia “l’entità della deviazione (un gap intorno all’1,5% del pil) non hanno precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”. Inoltre, prosegue la lettera, con il debito intorno al 130% del pil, “la nostra valutazione preliminare indica anche che i piani dell’Italia non assicurano il rispetto del benchmark di riduzione del debito sul quale si sono accordati tutti gli Stati membri, che richiede una stabile riduzione del debito verso l’obiettivo del 60% previsto dai Trattati”.

“Nonostante l’Italia sia stata considerata in violazione della regola del debito – prosegue la lettera -, ci preme ricordare che quando la Commissione ha valutato la situazione del disavanzo e del debito italiani nel preparare rapporti, il rispetto di massima del braccio preventivo del patto di stabilità è stato sempre un fattore rilevante di primaria importanza”. Inoltre, sottolineano Dombrovskis e Moscovici, “non è previsto per il 2021” il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine.

Infine, “notiamo che le previsioni macroeconomiche sottostanti il progetto di bilancio non sono state validate dall’Ufficio parlamentare di bilancio, l’organismo indipendente di monitoraggio del bilancio in Italia. A un primo sguardo, questo sembra non rispettare l’esplicito dispositivo del regolamento Ue ai sensi del quale le previsioni macroeconomiche devono essere elaborate o validate da un organismo indipendente. Per questo, vi chiediamo le motivazioni per cui questo parere non è stato preso in considerazione”. I tre elementi indicati, quindi, “sembrerebbero configurare un’inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria definiti nel patto di stabilita e crescita”.


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