Da birra ‘terremotata’ a casa di paglia, gli Oscar Green  

Scritto da il 18 ottobre 2018

Da birra 'terremotata' a casa di paglia, gli Oscar Green

L’agri-birra ‘terremotata’

Pubblicato il: 19/10/2018 17:12

I vincitori degli Oscar Green, assegnati dalla Coldiretti e da Campagna Amica, sono sei e spiccano per originalità di idee, sviluppate in business. Si va dall’agri-birra, realizzata nei territori del terremoto del centro Italia, ricavata dallo scarto del pane, alla casa di paglia bio con il grano Senatore cappelli, dall’Arca di Noè del rifugiato al primo beewellness, e ancora la biocosmetica antispreco del tenore e l’agri-bibita di clementine calabresi. Oggi dopo una lunga selezione territoriale tra migliaia di giovani imprenditori i premi sono stati consegnati dal ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, dal presidente della Liguria Giovanni Toti e dai presidenti della Coldiretti nazionale Roberto Moncalvo e dei giovani di Coldiretti Maria Letizia Gardoni, in occasione del XVII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio.

Puntare sul recupero degli scarti aziendali oggi – sottolinea la Coldiretti – è importantissimo per combattere gli sprechi per questo nella categoria ‘Fare rete’ il premio è stato assegnato a Matteo Bacci della Toscana perché ha saputo trasformare un rifiuto aziendale da smaltire a caro prezzo in opportunità. Ed è così che in collaborazione con il grande tenore Andrea Bocelli che produce vino e ha scarti di vinacce da ‘ripensare’, Matteo Bacci con il suo passato di famiglia di farmacisti mette a disposizione l’acqua aromatica da rigenerare per creare la prima linea di cosmetica anti spreco a chilometro zero.

Nella categoria ‘Creatività’, invece, l’ambito premio è andato a Glauco Gallo della Calabria che ha creato la prima agri-bibita che contiene ben il 20% di vero succo di clementina, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie. Per 20 anni l’azienda agricola di Glauco ha prodotto succhi concentrati per le multinazionali, ora per esaltarne le qualità, ha deciso di produrre da solo la bibita. E’ così che nasce questa gustosa bibita: le clementine – spiega la Coldiretti – vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato e preparato per essere imbottigliato.

Essere sempre al passo con i tempi strizzando l’occhio all’ambiente – continua la Coldiretti – ha garantito la vittoria nella categoria ‘Sostenibilità’ a Luisa Cabiddu della Sardegna che costruisce case a carattere fortemente innovativo con materiali ecocompatibili quali paglia bio di grano Senatore Capelli, argilla e legno proveniente da filiera controllata, riduce al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente.

Nella categoria ‘Campagna Amica’ – continua la Coldiretti – a vincere è la forza e la tenacia di due imprenditori Claudio Lorenzini del Lazio che ha cominciato, insieme a Emanuela, a produrre la prima agri-birra terremotata a 1.600 metri sulle montagne tra Amatrice e Leonessa utilizzando lo scarto del pane. E’ una birra che cambia e modifica sapore, colore e consistenza a seconda del tipo di pane che l’azienda riesce a raccogliere dai residui di vendita.

Fantasia e creatività insieme al desiderio di divertirsi e far vivere un’esperienza unica ha assicurato l’Oscar nella categoria ‘Impresa3. terra’ a Matteo Andreatti del Trentino Alto Adige che fa trascorrere momenti indimenticabili tra le cellette dell’arnia, attraverso una particolare struttura in legno collegata con più alveari che permette di intraprendere un viaggio multisensoriale alla scoperta del mondo delle api, sdraiati su un letto di fieno alpino, respirano i profumi del miele, della cera e della propoli, presenti negli alveari.

E’ un’esperienza multisensoriale – spiega la Coldiretti – pensata sì per il benessere di chi raggiunge questi luoghi magici per rilassarsi, ma anche per chi deve compiere delle vere sedute di terapia prescritte dai medici. E, per finire, nella categoria ‘Noi per il sociale’ viene premiata l’entusiasmante idea imprenditoriale di Jeffery Eromosele Osoiwanlan delle Marche, un rifugiato politico molto speciale sfuggito al terrorismo e alla povertà nel suo paese, la Nigeria per creare una vera e propria arca di Noè con animali salvati dall’estinzione.

Nella sua fattoria – spiega la Coldiretti – infatti oggi convivono libere e in armonia centinaia di razze di galline che fanno uova colorate ma anche anatre, asini, struzzi, cani e gatti. E’ un sentimento autentico quello di Jeffery che alimenta ogni sua azione, vuole che attraverso la bellezza del mondo contadino si possa costruire, giorno dopo giorno speranza per tutti.


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