Tornano alla luce le pitture murali del Bal Tic Tac di Balla  

Scritto da il 18 ottobre 2018

Tornano alla luce i dipinti murari di Balla del Bal Tic Tac

Foto Adnkronos

Pubblicato il: 19/10/2018 14:49

Una scoperta ‘miracolosa’, il ritrovamento di un’opera considerata perduta: a quasi un secolo di distanza, tornano alla luce le decorazioni del ‘Bal Tic Tac’ realizzate da Giacomo Balla per il locale futurista di via Milano, a Roma. Si tratta di un’ampia parete dipinta a tempera e un soffitto totalmente integro, che coloravano la sala romana più moderna e in voga degli anni ’20, che sono stati scoperti – e presentati oggi alla stampa – grazie ai lavori di restauro del locale realizzati dalla Banca d’Italia per l’allestimento del Museo della Moneta.

Colori e dimensioni “tuttora vividi ed evocativi del tempo – sottolinea il soprintendente speciale di Roma Francesco Prosperetti – e di un luogo innovativo, dove per la prima volta inconsapevolmente fu suonato il jazz, una musica accelerata che rappresentava benissimo la temperie futurista”.

Un ritrovamento straordinario, non solo perché i dipinti murari sono quasi del tutto integri, cosa sorprendente essendo realizzati a tempera, un materiale molto fragile a differenza dell’affresco, ma anche per il fatto che le decorazioni murarie confermano ancora una volta quale “artista totale Balla fosse – dice ancora Prosperetti – capace di essere al contempo architetto, pittore, decoratore, finanche sarto, dato che disegnò per se stesso un intero guardaroba”.

Per il Bal Tic Tac, Balla si occupò di ogni aspetto, oltre che delle decorazioni murarie, disegnando addirittura l’insegna, progettandone il palco per l’orchestra, il botteghino, le lampade e i vestiti di scena. Dopo la chiusura, il locale passò più volte di mano divenendo la sede di vari esercizi commerciali, i cui gestori coprirono i dipinti con carta da parati e intonaco e posarono un contro soffitto che preservò al meglio le decorazioni della volta.

Con l’acquisto della sala da parte della Banca d’Italia, si salda ancora di più un destino che vede uniti l’artista e l’Istituto, che in passato ha acquistato numerose opere di Balla e ha promosso il restauro dell’appartamento di via Oslavia di proprietà del pittore.


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